Università, docenti scioperano a settembre

I professori universitari hanno deciso: niente passo indietro sullo sciopero. Da oggi, migliaia di docenti di 79 università italiane incroceranno le braccia e non si presenteranno a lezioni ed esami, fino al 31 ottobre. A portare avanti la protesta è il Movimento per la dignità della docenza universitaria. Il Movimento, tramite lo sciopero, intende far attivare il governo sullo sblocco degli stipendi, che hanno visto una modifica dal 2010.

«È un’occasione irripetibile per far capire a tutti una volta per tutte che i docenti universitari italiani non sono più disposti a farsi trattare in futuro come sono stati trattati a partire dal 2010». Queste le parole di Carlo Ferraro, coordinatore del Movimento e protagonista dello sciopero che coinvolgerà moltissime università italiane.

Esami e lauree a rischio in decine di Università d’Italia

La raccolta firme aveva totalizzato 5.444 nomi tra professori e ricercare universitari. In tutto, però, potranno scioperare 49.000 docenti, tanti sono i professori delle università in Italia.

Le regole prevedono che si potrà scioperare nel giorno in cui è fissato il primo appello di un corso di cui si è titolare. Altrimenti, potrà non presentarsi al primo corso per il quale si è in commissione d’esame.

A rimetterci sono gli studenti

E mentre i docenti scioperano, gli studenti si disperano. Per colpa dello sciopero, difatti, non potranno procedere a dare gli esami per i quali hanno studiato durante l’estate. Ancora peggio va per coloro che devono laurearsi, in quanto potrebbero dover rimandare la discussione della propria tesi e la seguente proclamazione, andando a dicembre anziché settembre o ottobre.

La ministra Fedeli aveva chiesto ai docenti di ripensare allo sciopero avviato quest’oggi, senza però essere ascoltata. Già a luglio aveva però annunciato che si stava pensando a un modo per sbloccare gli stipendi, ma ad oggi ancora nessuna novità dalla politica. A metà luglio, aveva spiegato: «Stiamo lavorando, e mi sto impegnando in prima persona, per lo sblocco degli scatti di stipendio ai docenti universitari. L’obiettivo non è solo individuare, nella legge di Bilancio, i punti cardine per incrementare i finanziamenti al mondo della ricerca, ma anche destinare investimenti mirati a chi opera all’interno delle università».

Fonte: ansa.it