Nuovo corso di laurea Influencer

Nuovo corso di laurea Influencer: via libera al successo

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L’Università telematica e-Campus di Roma avvia un nuovo corso di laurea in Scienze della Comunicazione per diventare influencer. Un piano di studi sapientemente organizzato per diventare come Chiara Ferragni.

Laurea in Influencer: studiando si impara

Il corso di laurea in Scienze della Comunicazione offre la possibilità di diventare influencer, figura attualmente molto ricercata dai colossi del fashion, e non solo. Che si proponga un rossetto scarlatto, uno yogurt cremoso, o un paio di sneakers, se a farlo è un “opinion leader” il successo è garantito. E-Campus ha confezionato un corso su misura per tutti gli aspiranti influencer desiderosi di intraprendere questo percorso e guadagnare cifre di tutto rispetto. Tre anni di studio durante i quali ci si confronta con il Marketing e Comunicazione d’impresa, Corsi di Diritto dell’Informazione, Etica della Comunicazione, Informatica e Social Media Marketing.

Il nuovo corso di Influencer: chi sono e cosa fanno

Gli influencer sono un concetto molto più semplice rispetto a quello che immaginiamo. Basti pensare che anche in cerchie molto ristrette come la famiglia, o una comitiva di amici, è sempre presente una figura trainante in grado di “spostare” gusti e opinioni. Sono individui che hanno capacità comunicativa, che riescono ad essere influenti nel loro contesto sociale e diventano punti di riferimento in diversi campi. Dalla moda, al make-up, dalla musica, alla politica, gli influencer sono figure determinanti verso le quali veicolare messaggi che saranno poi trasmessi ad un pubblico ben più vasto. In Italia ricordiamo Favij, Clio Makeup, Rovazzi, CiccioGamer89, Pepo3393.

Laureati in Influencer: perché ne abbiamo bisogno?

Facendo un giro tra le più famose teorie di comunicazione ricordiamo “Two-step flow of communication” (La teoria del flusso a due fasi di comunicazione) di Lazarsfeld, Berelson e Gaudet, secondo la quale non esiste un flusso costante di informazioni che partendo dai media arriva ai vari gruppi sociali. Al contrario invece, le informazioni “passano” più efficacemente attraverso gli “opinion leader” per poi arrivare ai destinatari. Ma cosa esattamente rappresentano gli influencer, quali vuoti vanno a colmare? La spiegazione sta nel bisogno. Lo psicologo americano Abraham Maslow creò un scala di bisogni, conosciuta come piramide di Maslow. Tra i bisogni dell’individuo, partendo da quelli primari legati alla sopravvivenza e alla sicurezza, si piazza esattamente a metà classifica il bisogno di appartenenza. L’influencer si insinua esattamente lì, nello spazio vuoto che si crea nella nostra autostima, o in quella dei nostri figli, captando proprio quella necessità di appartenere, di essere.

Il corso di laurea: influencer col cervello

Se da un lato si pensa che sia superfluo studiare per diventare influencer, dall’altro dovremmo sentirci rincuorati dal fatto che questa figura così tanto responsabile dei cambiamenti sociali e di costume è una persona che investe sulla sua formazione e che non si improvvisa tuttologa a seconda dei salotti o dei palcoscenici che frequenta. E poi c’è la speranza, quella che in fondo un po tutti abbiamo, di vedere accanto alle future Ferragni anche tantissime Greta Thunberg.

 

 

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Autore dell'articolo: Giovanna Larosa

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