Vincenzo Nibali

Vincenzo Nibali, si avvicina l’esordio. Intanto, il Tour scrive al corridore

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Per Vincenzo Nibali è sempre più vicino il momento dell’esordio stagionale. Il 24 febbraio infatti, lo Squalo dello Stretto debutterà all’UAE Tour. Il corridore darà così il via ad una stagione che si preannuncia ricca di appuntamenti e di importanti traguardi da raggiungere. Trai più rilevanti vi sono sicuramente il Giro d’Italia in programma nel mese di maggio e il Tour de France previsto invece nel mese di luglio. Nella corsa francese, Nibali è desideroso di riscattare la prestazione dell’anno scorso, interrotta da una rovinosa caduta provocata da un tifoso sull’Alpe d’Huez.

Come andrà l’esordio di Nibali? Non resta che darsi appuntamento al 24 febbraio per scoprirlo e seguirlo.

Il Tour scrive a Vincenzo Nibali

Sono passati diversi mesi dalla disputa del Tour de France, dove tra le tante emozioni vissute è rimasto sicuramente impresso un episodio. Facciamo riferimento alla caduta di Vincenzo Nibali provocata da un tifoso sull’Alpe d’Huez, che ha compromesso la prova del siciliano in questa manifestazione. A sei mesi dall’episodio, il Tour ha inviato al corridore una lettera ufficiale, di cui parte del contenuto così recita: “La sicurezza degli atleti è al primo posto delle nostre priorità, nel 2018 abbiamo adottato una serie di misure in più rispetto a quelle previste dall’Uci. E nel 2019 stiamo lavorando con il Ministero dell’Interno francese per rinforzarle ulteriormente”. In alcuni passaggi della lettera si precisa: “40 agenti di sicurezza privata sono stati utilizzati per la prima volta sull’Alpe d’Huez. Altra novità, un cordone di protezione integrale nella curva degli olandesi. Abbiamo realizzato una campagna di comunicazione solo per la sicurezza”.

Non è mancata la replica dell’avvocato dello Squalo Fausto Malucchi che alla Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “Abbiamo apprezzato il ribadire la priorità della sicurezza e il coinvolgimento del Ministero degli Interni. Ma su quanto accaduto quel giorno la valutazione diverge, perché più di qualcosa non ha funzionato quando Vincenzo è stato buttato per terra. L’ubriachezza di molti spettatori, la mancanza di transenne, la tantissima gente contro un solo gendarme presente, poi assistito da un altro. Noi auspichiamo un tavolo allargato assieme ai legali dell’organizzatore Aso, perché quanto è successo ci sembra chiaro, così come è chiaro come Vincenzo sia stato penalizzato per quel Tour dato che nel finale di quella tappa realizzò il miglior tempo di scalata nonostante la vertebra rotta. Quando le cose sono così evidenti, non c’è necessità di sedersi davanti a un giudice”.

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Autore dell'articolo: Annamaria Sabiu