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Acido folico: cos’è e quanto conta per l’organismo

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Acido folico: cos’è e quanto conta per l’organismo. Alla scoperta del nostro benessere con il nutrizionista Claudio Patacca

Benessere e alimentazione, un binomio che tutti cercano di raggiungere attraverso l’assunzione di sostanze come, per esempio l’acido folico.

Ma di cosa si tratta? Quanto è importante per il nostro organismo? Ne abbiamo parlato con il nutrizionista Claudio Patacca.

Dottor Patacca, ci spieghi dunque l’importanza dell’acido folico per il nostro benessere.

“L’acido folico e i folati sono conosciuti come vitamina B9 e devono essere introdotte necessariamente con l’alimentazione, in quanto l’organismo non è in grado di produrle. Spesso i due termini sono usati come sinonimi, in realtà c’è differenza:

il folato si riferisce alla vitamina nella sua forma naturale presente negli alimenti ma, può essere prodotto anche per via sintetica e viene chiamato metiltetraidrofolato.

L’acido folico è la forma ossidata della vitamina, ed è la molecola di sintesi presente nei formulati vitaminici e aggiunta negli alimenti cosiddetti fortificati.

Il metiltetraidrofolato, rispetto all’acido folico, viene velocemente assorbito dal nostro organismo ed è immediatamente biodisponibile.

Anche se il suo ruolo non è ancora conosciuto nei dettagli, l’acido folico, è una vitamina essenziale per il corretto svolgimento di diverse reazioni biochimiche e funzioni dell’organismo, in particolare:
  • la sintesi del Dna;
  • per la sintesi di alcuni aminoacidi (metionina, serina, glicina);
  • metilazione del Dna, delle proteine e dei lipidi;
  • formazione dei globuli rossi (eritropoiesi);
  • per la regolazione del metabolismo dell’omocisteina.

L’omocisteina e un aminoacido che si forma nel nostro organismo a partire dalla metionina, un aminoacido essenziale che viene introdotto con l’alimentazione attraverso il consumo di carne, uova, latte e legumi.

Esso presiede alla reazione di rimetilazione dell’omocisteina con trasformazione della stessa in metionina. La carenza di acido folico o di folati blocca la reazione di trasformazione in questione, portando ad un incremento di omocisteina, da una parte, e ad una carente sintesi di metionina dall’altra.

Il metabolismo dell’omocisteina viene regolato grazie all’azione di specifici enzimi e di alcune vitamine presenti nel sangue, in particolare: vitamine B2, B6, B12 e folati.

Se il consumo di queste vitamine è insufficiente l’omocisteina si accumula nel sangue e può provocare danni alle pareti vasali modificandone struttura e funzionalità.

La maggior parte delle persone hanno elevati livelli di omocisteina nel sangue a causa di una dieta non sufficientemente ricca di folati e delle altre vitamine del gruppo B.

Studi clinici ed epidemiologici hanno dimostrato una relazione tra elevati livelli plasmatici di omocisteina e malattie vascolari quali: aterosclerosi coronarica e infarto miocardico,

  • malattia dei piccoli vasi,
  • ictus cerebrale,
  • trombosi arteriose e venose.
In particolare la trombosi venosa profonda e ipertensione arteriosa; malattie neurodegenerative quali:
  • demenza e malattia di Alzheimer,
  • morbo di Parkinson ed epilessia,
  • fratture ossee da osteoporosi,
  • occlusione venoso retinica,
  • disfunzione erettile,
  • emicrania,
  • acufeni,
  • per la formazione dei tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come per esempio, i tessuti embrionali.
I segnali più comuni di carenza di acido folico/folati sono:
  • l’anemia,
  • i disturbi del sonno,
  • la difficoltà di concentrazione,
  • affaticamento,
  • afte nella cavità orale,
  • ingrigimento dei capelli,
  • lingua ingrossata,
  • crescita insufficiente,
  • capogiro,
  • sensazione di freddo,
  • irritabilità,
  • mal di testa,
  • difficoltà respiratorie,
  • pallore cutaneo,
  • diarrea,
  • perdita di peso,
  • inappetenza,
  • difficoltà di concentrazione.

La carenza di folati può essere diagnosticata con un semplice esame del sangue”.

Perchè è così importante nelle donne in dolce attesa?

“È dimostrato in diversi studi clinici che una supplementazione con acido folico (Vitamina B9) nel periodo peri-concezionale permette di ridurre del 70% l’incidenza di DTN oltre a prevenire anche la comparsa di altre malformazioni congenite come: cardiopatie, difetti dell’apparato urinario, ecc….

I DTN, (Difetti del Tubo Neurale) sono gravi malformazioni congenite che il feto sviluppa se il tubo neurale non si chiude correttamente.

Il tubo neurale è quella struttura da cui nell’embrione si formano il cranio, il cervello, la colonna vertebrale e il midollo spinale.

Il tubo neurale si completa molto precocemente (entro i primi 28-30 giorni dal concepimento).

Se ciò non avviene, ovvero se il tubo neurale non si chiude correttamente entro le primissime settimane di sviluppo embrionale, parte del cervello o del midollo spinale rimane scoperta.

Il bambino sviluppa così gravi malformazioni congenite come l’anencefalia e la spina bifida.

La spina bifida è il più frequente DTN ed è causata principalmente da un’incompleta chiusura della parte inferiore del tubo neurale.

Le conseguenze della spina bifida possono essere molto diverse: dai casi più lievi che comportano problemi facilmente corretti con interventi chirurgici a gravi disabilità fisiche e mentali come paralisi degli arti inferiori, difficoltà di controllo degli organi interni (intestino e vescica), difficoltà nello sviluppo e nell’apprendimento e ritardo mentale, talvolta idrocefalia.

L’anencefalia è una condizione in cui, in seguito alla incompleta chiusura della parte superiore del tubo neurale, il cervello non si sviluppa affatto o si sviluppa in modo incompleto.

I bambini con anencefalia muoiono prima della nascita o subito dopo.

L’acido folico permette la chiusura del tubo neurale.

Data quindi l’importanza dell’acido folico durante i primi giorni dal concepimento, quando la donna ancora non sa di essere incinta, tutte le donne che programmano una gravidanza, o che si trovano in età fertile senza applicare misure anticoncezionali, dovrebbero assumere acido folico giornalmente.

Infine, data la difficoltà di soddisfare il fabbisogno minimo di acido folico in gravidanza con la sola alimentazione, si raccomanda una dieta ricca di acido folico.

L’uso di alimenti fortificati e l’assunzione quotidiana di integratori di acido folico almeno un mese prima del concepimento e nei primi tre mesi di gravidanza.

Assumere acido folico in gravidanza, inoltre, riduce anche il rischio che il bambino sia sottopeso, secondo le ultime ricerche”.frutta

L’acido folico è presente in prodotti alimentari? Quali?

“L’acido folico, come abbiamo detto rappresenta il composto di sintesi utilizzato nella fortificazione degli alimenti e nella preparazione di supplementazione vitaminiche, si trova raramente negli alimenti.

I folati invece, sono presenti in abbondanza nelle verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), nei legumi, nei cereali integrali, fegato, tuorlo d’uovo, e in alcuni frutti (come arance, fragole e frutta secca).

Essi però  hanno una ridotta biodisponibilità, ossia l’organismo è in grado di assorbirne solo una piccola porzione, di molto inferiore rispetto a quella presente all’origine nell’alimento.

Tra l’altro le verdure fresche in foglia, conservate a temperatura ambiente, possono perdere fino al 70% del loro contenuto di folati dopo soli tre giorni, ecco perché bisognerebbe consumare preferibilmente frutta e verdura crude, fresche e di stagione.

Inoltre, nei processi di cottura le vitamine si denaturano e si può perdere fino al 95% di folati.

Ecco perché si consiglia di consumare, quanto più possibile, cibi crudi o cotti a basse temperature e/o per breve tempo preferendo, per esempio, la cottura al vapore.

Affinché l’assunzione sia più efficiente, è buona regola che gli alimenti ricchi di queste vitamine siano presenti in tutti i pasti della giornata, ovvero nei tre pasti principali e nei due spuntini secondo quanto consigliato per una corretta alimentazione.

Evitare invece l’uso eccessivo di alcol, caffè, tè e sigarette che riducono di molto l’assorbimento.

E quando la dieta non basta si consiglia di assumere ciclicamente integratori contenenti folati (come il 5-metiltetraidrofolato), migliore rispetto all’acido folico, in quanto equivalente ai folati naturali e quindi totalmente assorbito e biodisponibile per il nostro organismo”.

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

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Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.