il natale a tavola

Il Natale a tavola: i consigli del cardiologo

Il Natale a tavola: i consigli del cardiologo. Le feste sono sempre più vicine anzi, sono già iniziate con pranzi e cene tra amici e colleghi di lavoro

Festeggiare il Natale a tavola, un classico italiano e non solo; si comincia a pensare a cosa cucinare e i cardiologi a dispensare consigli.

Il rischio di questo periodo lungo di festa è infatti il tanto cibo che quasi quotidianamente si ingerisce e di cui il corpo ne risente.

Ecco perchè Sic (Società italiana di cardiologia), riunita in questi giorni a Roma per il suo 80/mo Congresso nazionale, dà dei consigli per passare al meglio il Natale a tavola

Il principale è usare moderazione con qualche piccola deroga ma anche di sfruttare i giorni dal 27 al 31 dicembre (fino al cenone) per seguire una dieta un po’ più rigida.

Quindi: Natale e Santo Stefano via libera ai badgordi anche per lo stomaco ma attenzione dopo specie per chi soffre di cuore.

In questi casi infatti occhio a grassi animali e dolci; per chi è obeso invece bisogna ridurre i carboidrati.

Ciro Indolfi, presidente della Sic precisa (Ansa):

Saranno giorni un po’ particolari, ma bisogna comunque fare attenzione.

Un consiglio semplice è, in caso di abusi con una grande cena o un grande pranzo, di mantenersi più leggeri nei giorni successivi.

Dopo Santo Stefano, mangiare molto pesce e verdura e poca frutta: è questa la dieta che la Sic consiglia sia ai cardiopatici sia a chi è sano.

Ma per chi non ama il Natale e le feste in generale? Insomma, che fare in caso di “effetto Grinch”?

In questo caso una ricerca dell’Università del Kansas, pubblicata su Medical Hypotheses, consiglia di mangiare pochi dolci.

Lo studio, revisione di ricerche precedenti, evidenzia infatti che consumare zuccheri aggiunti può innescare processi metabolici, infiammatori e neurobiologici legati a malattie depressive.

Per Stephen Ilardi, autore principale dello studio inoltre, evitare l’aggiunta di zucchero nella dieta potrebbe essere impegnativo perché si sperimenta un iniziale miglioramento dell’umore.

Poi però in dosi elevate la conseguenza può essere un peggioramento.

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