Alla scuola servono maggiori diritti e insegnanti di sostegno stabilizzati

Alla scuola servono maggiori diritti e insegnanti di sostegno stabilizzati

         
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ROMA – Alla scuola servono maggiori diritti e insegnanti di sostegno stabilizzati. Lo afferma, in una nota, l’Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego – Scuola. Ecco che cosa afferma il sindacato:

“A distanza di tre anni (e di due governi) torna una proposta che speravamo sepolta dalle giuste proteste di allora. In modo del tutto furtivo è stato inserito il comma 6-quinquies all’articolo 1 del “decreto agosto” convertito in Legge il 13 ottobre 2020, che prevede la possibilità di rinnovo della supplenza all’insegnante di sostegno precario a discrezione del Dirigente Scolastico e con un’eventuale richiesta della famiglia”.

Alla scuola servono maggiori diritti e insegnanti di sostegno stabilizzati

USB Scuola, “oggi come tre anni fa“, trova questa misura offensiva:

  • Offensiva per il diritto alla reale continuità didattica degli alunni e degli studenti disabili
  • ma anche offensiva per il diritto alla stabilizzazione degli insegnanti precari
  • e offensiva per il diritto a un giusto metodo di reclutamento

Il sindacato, poi, aggiunge quanto segue:

“Non si può ritenere, ancora, in modo testardo e ottuso, di tutelare i diritti senza un giusto investimento in formazione e reclutamento degli insegnanti precari, di sostegno e di posto comune. Non si può tornare ad un metodo eccessivamente simile alla chiamata diretta, abrogata dopo un tentativo di applicazione disastroso sotto ogni punto di vista. A nessun insegnante può essere applicato un simile trattamento capestro, ricattatorio, volto all’assecondare ogni possibile richiesta di famiglie e DS, che spesso trascendono sia la materia contrattuale che la libertà di insegnamento. Chiediamo che non si proceda con l’attuazione del suddetto comma. Come allora scioperammo contro le deleghe alla legge 107, siamo pronti a tornare in piazza per il vero diritto allo studio e alla continuità: la stabilizzazione!”.

Autore dell'articolo: Elena De Lellis