alzheimer e vaccini

Alzheimer: un vaccino potrebbe prevenirlo e bloccarne lo sviluppo

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La ricerca potrebbe portare presto a sviluppare ad un vaccino per prevenire l’insorgenza dell’Alzheimer e arrestarne la progressione.

Che cos’è l’Alzheimer

Con il prolungarsi della durata media della vita sono sempre di più le persone colpite da questa malattia e, per gli anni futuri, il numero è destinato a crescere ulteriormente.

La causa dell’insorgenza della malattia è stata ravvisata in un accumulo di proteine amiloidi generano placche nel cervello.

Purtroppo, ad oggi, non è tata trovata cura per fermare l’alzheimer e bloccarne lo sviluppo.

Vaccino contro l’Alzheimer

Studi condotti in passato  hanno dimostrato che l’introduzione di anticorpi contro le proteine ​​amiloidi, il cui accumulo causa placche responsabili dell’insorgenza dellAlzheimer, riduce significativamente l’accumulo di proteine e, dunque, il rischio  di sviluppo della patologia neurodegenerativa.

Nei primi anni 2000 alcuni scienziati crearono un vaccino che, tuttavia, si rivelò controproducente in quanto causava un’infiammazione nel cervello dei pazienti.

Da allora gli studiosi si sono concentrati sullo sviluppo di un modo per produrre anticorpi che si leghino alle proteine che causano l’ ​ Alzheimer senza innescare la risposta delle cellule T , responsabili dell’infiammazione cerebrale.

 I diversi laboratori di ricerca stanno sperimentando differenti approcci finalizzati allo sviluppo di un vaccino che coniughi assenza di rischi e massima efficacia

Alcuni ricercatori si concentrano sull’uso di una tecnica di immunizzazione passiva:  creano vaccini contro le proteine ​​tau e amiloide in laboratorio e poi li iniettano in persone con il morbo di Alzheimer.

Altri, invece, puntano sull’immunoterapia attiva, che comporta l’attivazione del corpo per produrre anticorpi.

Il prossimo passo su cui si sta lavorando è ideare test in grado di rilevare gli accumuli proteici prima che compaiano i sintomi della malattia. In tal modo i medici potrebbero iniettare ai soggetti  malati o a rischio un vaccino che, evitando  ulteriori accumuli di proteine, arresterebbe la progressione dell’ Alzheimer.

 
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Autore dell'articolo: Samanta Airoldi

Samanta Airoldi
Nasco in quello scrigno fatto di mare e pesto chiamato Genova. Dopo aver conseguito Laurea e Dottorato in Filosofia sono andata a vivere per un periodo a Dublino e poi a Milano, dove tutt'ora mi trovo. Scrivo libri di Filosofia Politica e Sociale, collaboro con blog e web magazine e vivo una tranquilla e folle vita da Vegana/Animalista/Ambientalista seguace della Decrescita Felice.