Bitcoin, ecco cosa ne pensano alcuni CEO di Wall Street

Secondo tutte le fonti, il 2017 sembra essere l’anno della criptovalute, ma non tutti sono d’accordo. Il mercato delle cosiddette criptocurrencies, monete digitali alimentate dalla tecnologia blockchain, è aumentato di oltre il 720% dall’inizio di quest’anno, e oggi vale circa 145 miliardi di dollari. Il Bitcoin, la prima e più grande criptovaluta, è in rialzo di oltre il 450% dall’inizio dell’anno. Allo stesso tempo, le offerte iniziali di moneta (le ICO), un metodo di raccolta fondi basato sulle criptovalute, sono decollati, con centinaia di startup che stanno utilizzando questo metodo per intascare, in alcuni casi, milioni di dollari in pochi secondi.

La massiccia crescita del mercato ha colpito l’interesse di Wall Street, come era ovvio che sia, ma tanti sono preoccupati del futuro delle cripto e temono sia tutta una grossa bolla.

Ecco cosa dicono alcuni dei più grandi CEO americani e come la pensano. Leggete con attenzione il loro pensiero perché, essendo persone dalla vista lunga, potrebbero aiutarci a capire cosa ci attenderà nei prossimi mesi.

Jamie Dimon, CEO di JPMorgan

Il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, ha dichiarato, qualche tempo fa, che i Bitcoin sono “una frode”. La mattina dopo queste osservazioni, il prezzo del bitcoin è sceso dell’11%.

Qualche giorno più tardi Dimon ha rincarato la dose affermando che i Bitcoin sono qualcosa creato dal nulla, che non vale niente. Questo, da un lato può essere vero, dall’altro non dobbiamo dimenticare che anche le valute classiche (euro, dollaro e sterlina, ad esempio) sono create praticamente dal nulla, essendo potere delle banche centrali immetterne di più sul mercato senza dover bilanciare tale valore con un asset tangibile come l’oro.

Ray Dalio, co-CEO di Bridgewater Associates

Ray Dalio, fondatore del più grande hedge fund del mondo, ha appoggiato le critiche di Dimon sui Bitcoin lo scorso 19 settembre. Il miliardario ha dichiarato che i bitcoin sono una bolla e che non sono una buona opzione per depositare moneta poiché è difficile usarli per fare transazioni commerciali, il criterio che Dalio ritiene essenziale per una valuta.

James Gorman, CEO di Morgan Stanley

James Gorman ha una posizione più moderata rispetto a quelle di Dimon e Dalio. Gorman ha affermato, in una conferenza stampa a fine settembre, che i bitcoin hanno qualche potenziale, ma egli ha deciso di non investire.

In conclusione

In definitiva, il pensiero dei grandi CEO di Wall Street è diverso ma mai fortemente positivo, come invece si legge spesso altrove. L’investimento in Bitcoin è rischioso, questo è un dato di fatto, ma vige una regola nella finanza: a maggior rischio corrisponde una remunerazione più elevata. Ecco perché il nostro consiglio è quello, se proprio si ha voglia di provare, di bilanciare con altri investimenti più sicuri e certi.

Fonti: www.businessinsider.com per la news, www.forextradingitalia.it/ per investire in bitcoin

     

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