Cagliari e il mercato del calcio

Cagliari Calcio: gli errori della società

Cagliari Calcio, errori in serie

Cagliari Calcio, società che con la proprietà targata Giulini, si era presentata con slogan e buoni propositi. Si partì con una dichiarazione circa la costruzione del nuovo stadio. Tutto previsto per il 2020, anno del centenario. Si parlò anche di una possibile squadra in Europa. Previsioni assolutamente sballate e prive di fondamento. Sulla questione inerente lo stadio siamo in netto ritardo, chissà quando vedrà la luce. La squadra in Europa invece per ora è solo un sogno. Anzi bisogna stare attenti a mantenere la categoria. Insomma una situazione completamente differente. Quali sono gli errori del club?

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Progetto da rivedere

Sicuramente il progetto non ha finora rispettato le scadenze ed i tempi. A livello economico e marketing c’è da dire che la società, si é rivelata molto capace. Conti in ordine e grande dinamismo, con una serie di iniziative interessanti. Quello che invece convince meno, è il progetto tecnico. Manca qualcosa. Pare manchi il classico uomo di calcio, o di campo. Un “filtro”, Un uomo in grado di fare da trade d’union tra società e calciatori. Per essere chiari, un uomo alla Moggi, Zanetti, Paratici, in grado non solo di fare il mercato. Un uomo che abbia un dialogo costante con il campo, e il “palazzo”. Questo pare evidente.

Il mercato

Anche qui si possono muovere tante critiche. Da tempo mancano un terzino sinistro ed una seconda punta che faccia da spalla a Pavoletti. Invece cosa viene acquistato? Un trequartista che “costringe” Joao Pedro a fare la seconda punta, ed un centrocampista. Le due pedine mancanti non sono state acquistate. Perché? I tifosi di fanno tante domande, ma non riescono a capire. La società intanto, tornando al discorso riguardante “l’uomo di campo”, non parla. Tutto tace, e questo non é un atteggiamento cordiale, verso quei 10000 tifosi abbonati e non solo. In tanti seguono la squadra, che rappresenta tanto per la Sardegna ed i sardi. Insomma manca io dialogo ed un pizzico di “rispetto”.

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