carcinoma ovarico

Carcinoma ovarico, novità importanti dalla scienza

Carcinoma ovarico, novità importanti dalla scienza: arriva in Italia il primo e unico inibitore rimborsato.

Il nuovo farmaco orale è la monoterapia giornaliera per il trattamento di mantenimento delle pazienti con carcinoma ovarico recidivante di alto grado, una categoria per la quale le opzioni terapeutiche sono limitate.

Niraparib è il nome del farmaco che può essere somministrato a pazienti portatrici e prive della mutazione BRCA.

Inoltre, è l’unica terapia ad aver ottenuto l’innovativitàà condizionata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Nel novembre 2017 Niraparib aveva ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio dalla Commissione europea.

“Rendere disponibili terapie innovative per i pazienti oncologici è parte integrante della mission Tesaro” afferma Roberto Florenzano, vice president & general manager di Tesaro Bio Italy.

“Questa è un’importante notizia per le pazienti senza mutazione, per le quali fino ad oggi non erano disponibili terapie indicate e rimborsate” ha proseguito Florenzano.

“La disponibilità di Niraparib rappresenta un passo avanti atteso da tempo” afferma Nicoletta Colombo, direttore della Divisione di Ginecologia Oncologica dell’Istituto europeo di oncologia di Milano.

Gli effetti collaterali più comuni di grado 3/4 di Niraparib comprendono:

  • trombocitopenia (34%),
  • anemia (25%),
  • neutropenia (20%),
  • ipertensione (8%).

A seguito dell’individualizzazione della dose, l’incidenza della trombocitopenia di grado 3/4 è risultata bassa; circa l’1% dopo tre mesi.

La maggior parte degli effetti collaterali di tipo ematologico sono stati gestiti con successo modificando il dosaggio, e l’interruzione della terapia a causa degli stessi si è verificata rispettivamente nel 3%, 2% e 1% delle pazienti

Il carcinoma dell’ovaio è un tumore raro ma altamente letale, rappresentando la quinta causa di morte oncologica nelle donne al di sotto dei 69 anni.

Nel 2017 in Italia il carcinoma ovarico è stato diagnosticato a 5.200 donne: il 3% delle diagnosi di tumore e il 5% delle cause di morte.

Nel 2015 i decessi per tumore dell’ovaio in Italia sono stati 3.186, la sopravvivenza a 5 anni è pari al 39% mentre a 10 anni è solo del 31%.

Le donne con carcinoma dell’ovaio recidivante senza mutazione del gene BRCA costituiscono la maggioranza dei casi e sono caratterizzate da un elevato bisogno terapeutico insoddisfatto.

 
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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe