Le microfibre volatili di plastica che noi tutti respiriamo!

Le microfibre volatili di plastica si liberano soprattutto dal  tessuti sintetici attraverso vari processi.

In un precedente articolo  abbiamo già trattato di un aspetto strettamente connesso a questo tema e cioè la contaminazione del ciclo dell’acqua da parte di microplastiche e nanoplastiche volatili.

Ma andiamo per ordine….

Circa il 16% della plastica prodotta a livello globale è rappresentata da tessuti sintetici che, mediante numerosi meccanismi degradativi (lavaggio in lavatrice, asciugatura in asciugatrice, abrasioni meccaniche, azione di genti atmosferici, degradazione foto-ossidativa,ecc) rilasciano microfibre di plastica volatili.

Inoltre la produzione di fibre di plastica, come quello destinato all’uso di indumenti tecnici sportivi, con un diametro compreso tra 1 e 5 micron, è aumentato nel corso degli ultimi anni.

Le microfibre di plastica sono volatili?

Sono presenti nell’atmosfera e nell’aria che respiriamo? E se sono volatili che rischi ci sono per la nostra salute?

Le microfibre di plastica sono volatili e possono depositarsi su cibi, come frutta e verdura non lavati e quindi ingeriti o depositandosi sul pavimento, possono essere inconsapevolmente ingeriti dai bambini, che spesso fanno giochi, distesi sul pavimento, attraverso il contatto “mano-bocca”.

Purtroppo alcuni studi hanno evidenziato come i livelli di microfibre di plastica nell’aria delle nostre case o uffici (indoor air) è fino a 50 volte maggiore rispetto all’ambiente esterno.

E’ stato calcolato che ogni giorno nelle nostre case si depositano fino a 11.000 fibre per metro quadrato, di cui il 33% sono di plastica, soprattutto poliprolilene.

Queste microfibre sono inalabili e cioè si depositano lungo il tratto superiore delle vie respiratorie (naso, gola, ecc), ma sono anche respirabili e cioè penetrano nelle zone più profonde delle vie aeree. Le fibre inalate vengono eliminate attraverso il movimento muco-ciliare e finiscono per essere degluttite.

Nei soggetti dove la clearence muco-ciliare è deficitaria, esse tendono a depositarsi anche nelle vie aeree superiori.

Test in vitro dimostrano come microfibre di polipropilene, polietilene e policarbonato persistono, senza alcuna alterazione delle loro caratteristiche chimico-fisiche anche a distanza di 180 giorni.

Nei soggetti che erano esposti a elevati livelli di microfibre di plastica nell’industria tessile, si sono ritrovate nei polmoni elevate concentrazioni di questi contaminanti con lesioni granulomatose, malattie polmonari interstiziali associate a tosse, dispnea e ridotta capacità polmonare, reazioni da ipersensibilità.

Anche se è molto presto per dirlo, secondo gli studiosi i meccanismi tossicologici si originano da un processo infiammatorio, che a lungo andare potrebbe produrre uno stress da radicali liberi dell’ossigeno, che indurrebbero genotossicità.

Le fibre di grosse dimensioni, non essendo fagocitabili dai macrofagi, stimolano in maniera continuativa il processo infiammatorio.

Un altro pericolo deriva dal fatto che le microfibre volatili hanno la capacità, come delle spugne, di assorbire sostanze organiche volatili prodotte dal traffico cittadino come gli idrocarburi policiclici aromatici, sostanze riconosciute come cancerogene e sono in grado di rilasciarle a contatto con le mucose.

Inoltre le plastiche, comprese le microfibre volatili, sono costituite da un 4% di additivi tra cui:

    • metalli ad azione cancerogena come l’Antimonio presente nel PET come catalizzatore;
  • additivi plasticizzanti come bisfenoli e ftalati definiti anche interferenti endocrini;
  • ritardanti di fiamma (difenil-eteri bromurati), anch’essi interferenti endocrini e associati al tumore della tiroide.

 

Raccomandazioni

  • Ridurre progressivamente la presenza di tessuti sintetici in casa come tappeti, tende, coperte, indumenti e sostituirli con articoli di tessuto naturale (cotone, lana, lino, seta, ecc).
  • Tenere aperte le finestre di casa, dell’ufficio ecc. quante più ore possibili ed eventualmente utilizzare i nuovi purificatori d’aria professionali dotati di filtri HEPA e ai carboni attivi per diluire la concentrazione di microfibre sintetiche indoor.

 

Dr Pasquale Cioffi

Autore del libro “La Dieta della Plastica

 
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Autore dell'articolo: Pasquale Cioffi

Pasquale Cioffi
Ricercatore, scrittore, farmacista e soprattutto una voce fuori dal gregge. Nel 2014 all'età di 37 anni, nonostante avesse condotto fino ad allora una vita regolare ed attiva con un regime alimentare bilanciato e sano, gli fu diagnosticato una lesione precancerosa (adenoma) di tre centimetri all'intestino. Dopo l'intervento di rimozione del polipo, la sua voglia di vivere e di vedere i suoi due figli crescere, gli ha permesso di uscire "temporaneamente" dal tunnel della malattia del secolo. Forte dei suoi studi accademici, laureatosi in chimica e tecnologie farmaceutiche ed avendo conseguito un dottorato di ricerca in oncologia, ha impiegato tutte le sue forze alla ricerca di quei fattori di rischio, a cui il mondo accademico e la medicina convenzionale non hanno ancora dato il giusto peso, ma che potrebbero rappresentare una nuova chiave di lettura per la prevenzione e la cura delle malattie del secolo, che come killer silenziosi, continuano a mietere vittime, apparentemente indisturbati. Il frutto del lavoro di due anni di ricerca è stato riportato nel libro "La Dieta della Plastica", il primo libro in Italia a documentare l'impatto sulla salute e sull'ambiente dei veleni nascosti nelle plastiche a contatto con alimenti e bevande confezionate e dell'esposizione a microplastiche e nanoplastiche, che inconsapevolmente mangiamo e beviamo ogni giorno. Cura in prima persona un suo sito internet https://pasqualecioffi.com/ Ha effettuato decine di pubblicazioni in campo oncologico anche su riviste internazionali di grande importanza scientifica, inerenti al tema dell'efficacia e della sicurezza dei nuovi farmaci biologici innovativi ad altissimo costo soprattutto nel campo onco-ematologico. Ha lavorato per tre anni come ricercatore chimico di una multinazionale farmaceutica nelle fasi di progettazione, sintesi e caratterizzazione di nuove molecole ad attività antitumorale ed attualmente è impegnato quotidianamente nella preparazione delle terapie infusionali presso uno dei più grandi Centri Onco-ematologici pubblici del centro-Italia.