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No della Tasmania alla costruzione di un resort turistico

         
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No della Tasmania alla costruzione di un mega resort turistico cinese. Ormai la Cina sta invadendo l’intero mondo economico in ogni suo aspetto e settore. Fra gli ultimi tentativi si registra quello di proporre la costruzione di un mega resort turistico nei pressi di Swansea, in Tasmania, con ampia  vista panoramica sul Parco Nazionale, il Freycinet National Park.

No della Tasmania alla costruzione di un mega resort turistico cinese

Il progetto è stato bocciato dalle competenti Autorità burocratiche e, quindi, c’è stato un netto diniego alle relative autorizzazioni.

La grande opera proposta si spalmava con tutti i suoi molteplici interventi, infrastrutture primarie e secondarie su una superficie di circa 3.000 ettari, tutti terreni attualmente con destinazione agricola. E’ di facile comprensione, quindi, che l’intera zona avrebbe subito un completo stravolgimento delle attuali risorse ambientali. Oggi siamo di fronte ad un territorio dotato di grandi peculiarità e qualità naturali: zone verdi, ambienti naturali spontanei, zone coltivate, boschi, fauna e flora ancora integri nei loro più reconditi aspetti biologici e naturalistici.

I numeri

Il progetto si può veramente definire megagalattico poiché prevedeva la realizzazione di 550 unità abitative e camere d’albergo, due campi da golf e un centro benessere con 80 letti o unità di cure palliative. Se l’uomo fosse motivato da soli principi economici, bisogna ammettere che l’opera proposta avrebbe avuto un netto trend economico positivo. Le valutazioni, però, non possono limitarsi al solo bilancio costo-benefici, ma è determinante ed imprescindibile valutare ciò che l’uomo e il suo ambiente perde.

L’attenta valutazione di impatto ambientale condotta dalle autorità della Tasmania

L’attenta valutazione di impatto ambientale condotta dalle autorità della Tasmania è stata ispirata seguendo i principi fondamentali della tutela dell’ambiente e cioè:

  • Prevenzione: analisi di tutti i possibili impatti derivati dalla realizzazione dell’opera/progetto, al fine non solo di salvaguardare ma   anche di migliorare la qualità dell’ambiente e della vita;
  • Integrazione: analisi di tutte le componenti ambientali e delle interazioni fra i diversi effetti possibili (effetti cumulativi);
  • Confronto ed analisi del VIA e della VAS per assicurare che l’attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile con la individuazione, la descrizione e la stima degli impatti diretti ed indiretti che un progetto può avere sull’uomo, fauna e flora; sul suolo, sulle falde acquifere, sull’aria e sul clima, sull’attuale destinazione urbanistica.

L’attenta valutazione dell’interazione tra tali fattori ha portato alla conclusione che l’opera proposta avrebbe costituito un consumo irrazionale del suolo e, quindi, non poteva essere realizzata.

Le Autorità preposte al rilascio dei parere hanno svolto il proprio ruolo in maniera responsabile, consapevoli che atmosfera, ambiente idrico, suolo e sottosuolo, vegetazione, flora, fauna, ecosistemi, salute pubblica, rumore e l’intero paesaggio avrebbero subito effetti deleteri e negativi.

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Foto in licenza CC

 

 

 

 

 

 

 

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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