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Intervista esclusiva a Roberta Di Mario

         
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Intervista esclusiva a Roberta Di Mario, pianista dotata di talento eccezionale che ha pubblicato recentemente un nuovo singolo, “Valzer in A Minor” e un album, “Disarm“.

Intervista esclusiva a Roberta Di Mario 

 “Valzer in A Minor” è un brano strumentale dal forte impatto: a tratti barocco a tratti più moderno. Come lo classificheresti?

Io lo considero un brano New Classic. Il Valzer è una danza, arriva dalla tradizione, che poi si trasforma e diventa innovazione. Un Valzer rivisitato all’interno di questo che può essere definito pianismo contemporaneo.

Com’è nata la canzone? Ci puoi raccontare la sua genesi?

A volte non c’è bisogno di un processo, di una genesi particolare. C’è stata un’ispirazione, sono partita da una tonalità, il La minore, che amo tanto, perché amo le tonalità minori molto più delle maggiori,;  sono partita con tre note e poi mi è arrivata questa intuizione. Sono felice perché il fondatore di Tiscali, Renato Soru, ha trovato in queste sonorità il mood che cercava per il suo spot. Ed è nato così questo connubio d’immagine e suono. Trenta secondi che al cinema diventano sessanta accompagnati da bellissime immagini girate dal regista Howard Greenhalgh, che ha lavorato spesso nella musica con artisti del calibro di George Michael, Muse, ecc.  Sono molto felice di collaborare con questi grandi professionisti.

Musica e immagine – Disarm

Qual è secondo te il legame che musica e immagine devono avere?

Io credo che la musica abbia un altissimo valore sull’immagine e che questa risponda con altrettanto valore. Faccio però una riflessione: se la musica è meravigliosa, anche se le immagini sono non sufficientemente alte prendono comunque importanza e potenza. Se la musica non è forte anche l’immagine non lo è e viceversa; se la musica non è forte e le immagini sì, qualcosa non va bene. Questo perché la musica resta il linguaggio dei linguaggi, è universale e non ha bisogno di spiegazioni. È semplicemente scuotimento dell’anima. Quindi credo che abbia davvero un grande potere. Tant’è che si dice che la musica è l’altra metà del cinema. Quest’ultimo senza di essa non avrebbe significato.

Ci puoi anticipare qualcosa su Disarm, il tuo nuovo disco? In cosa differirà rispetto a Illegacy?

Sicuramente è un progetto più maturo, questo è un processo normale perché quando si cresce si evolve e si migliora (almeno si spera). E’ un album che diventa un concept, c’è un fil rouge che accompagna tutti gli undici brani, cioè il senso dell’abbandono. Uscirà in autunno.

Intervista esclusiva a Roberta Di Mario  – parte 2

Il ritorno del pianoforte – i riferimenti musicali – i progetti futuri

Oggi con artisti tipo te, Dardust, Ludovico Einaudi, Giovanni Allevi e tanti altri il pianoforte sembra esser tornato all’apice della fama. Come giudichi questo vero e proprio rinascimento musicale? Voglia di tornare alle radici della musica ma con uno sguardo al futuro?

Hai dato una bella descrizione. Diciamo che il pianoforte è ritornato in qualche modo più young, più giovane. Questo forse perché raggiunge una platea più vasta, più trasversale e non può pertanto essere considerato uno strumento classico ma  un’orchestra  che ti porta a vivere  viaggi straordinari. Attraverso il nostro tipo di concertismo il nostro tipo di stile e quello nordico di artisti quali Nils Frahm, Ólafur Arnalds, Max Richter (caratterizzati da un pianismo con poche note ma con una grande ricerca sonora) si definisce il New Classic che tende dalla tradizione e arriva all’innovazione e alla sperimentazione. Non esiste però niente di nuovo senza il passato a cui bisogna sempre guardare. Poi ognuno di noi racconta il suo mondo e lo interpreta in modo personale.

Quali erano e sono i tuoi punti di riferimento musicali?

Nel mondo classico sicuramente Bach e Debussy. Stiamo parlando di 600-700 e 900.Due secoli di distanza ma con tante correlazioni. In loro amo moltissimo il rigore e lo sviluppo dei temi per quanto riguarda Bach e l’impressionismo per quanto riguarda Debussy che è  considerato l’impressionista musicale per eccellenza. Suoni che vanno per immagini e sonorità sospese ed evanescenti. Amo molto questo contrasto e tanti miei brani in qualche modo si ispirano a queste sonorità. Poi c’è tutto il mondo del Romanticismo con Chopin, Rachmaninov che amo tantissimo.  Sono tendenzialmente  romantica, quindi vado molto su queste sonorità. Dell’epoca di oggi ascolto anche tanta musica Pop, ad esempio Sting, grandissimo professionista.

Progetti futuri?

Adesso uscirà questo album, ci sarà un tour che speriamo mi porti anche all’estero e mi auguro  di continuare a collaborare con il mondo della pubblicità e del cinema. Sono i miei sogni nel cassetto.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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