Ventiduenne del Gambia suicida

Ventiduenne del Gambia suicida: gli era stato negato l’asilo politico

Un ventiduenne del Gambia, Amadou Jawo si è tolto la vita a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto. La storia del ragazzo, già di per sè tragica, ha però un risvolto ancora più inquietante che sfocia nella politica. Dietro il suo gesto ci sarebbe, infatti, l’asilo negato da parte del governo italiano.

Ventiduenne del Gambia suicida: la storia

Amadou Jawo era un ventiduenne del Gambia che da due anni risiedeva in Italia. Il ragazzo si è impiccato al cornicione del terrazzo dell’abitazione che condivideva con alcuni connazionali, a Castellaneta Marina. Il gesto risale a lunedì scorso, ma è venuto a galla solo ora: a darne notizia è stata l’associazione Babele, che ha avviato una raccolta fondi per il rimpatrio della salma. A quanto si è appreso Amadou  aveva chiesto lo status di rifugiato appena arrivato nel nostro Paese, ma la richiesta era stata respinta il 7 dicembre 2016. Il ragazzo aveva poi fatto ricorso. Il 12 ottobre scorso il giudice si era riservato la decisione.

Per quanto la storia possa essere strumentalizzata, va chiarito che, dietro al gesto del ragazzo, potrebbe esserci una forma depressiva. Amadou, infatti, credeva che, una volta tornato in Gambia, sarebbe stato additato come fallito e, per questo, avrebbe deciso di farla finita.

Questione migranti

La vicenda del ventiduenne del Gambia rischia di aprire l’ennesimo dibattito sul tema dell’immigrazione. In realtà, la vicenda di Amadou sembra essere più una storia di povertà e aspettative mancate. Da due anni in Italia, il giovane credeva che in Italia si sarebbe costruito un futuro. Purtroppo per lui non è stato così. Il ragazzo, che a Castellaneta Marina divideva l’appartamento con altri migranti, non ha retto l’impatto con la realtà. Inutili sono stati i soccorsi del 118. Ora non rimane che riportare la salma del ragazzo nel suo luogo natio. L’ultimo viaggio di una vita finita troppo presto.

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