Cellule cerebrali artificiali

Cellule cerebrali artificiali per la cura di alcune malattie

         
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Cellule cerebrali artificiali per la cura di alcune malattie. Tra queste anche l’Alzheimer. Finalmente alcuni scienziati sono riusciti a mettere a punto quelle che possono essere definite cellule del cervello artificiali. Dunque, per la prima volta siamo di fronte ai primi neuroni realizzati in modo artificiale. Un nuovo passo avanti fatto in ambito medico-scientifico. Lo studio è stato reso noto dalla rivista Nature Communications.

Cellule cerebrali artificiali: potrebbero curare l’Alzheimer

È stata illustrata la funzione dei nuovi chip. A quanto pare saranno di fondamentale importanza in questo ambito. Le cellule cerebrali artificiali sono state progettate per riparare i circuiti nervosi. Di conseguenza verranno “attivate” nuovamente alcune funzioni danneggiate. Dunque, con questi nuovi chip potrebbero essere sconfitte alcune malattie. Principalmente quelle che interessano in cuore. Ma anche problemi legati all’Alzheimer. Questo potrà accadere grazie alla rigenerazione dei neuroni.

A capo della straordinaria ricerca vi è Alain Nogaret. Il dipartimento di Fisica dell’Università di Bath ha collaborato con l’Università di Zurigo e quella di Auckland. Però, del team di lavoro hanno fatto parte anche alcuni nomi italiani. Infatti anche Elisa Donati e Giacomo Indiveri hanno preso parte alla ricerca. Sembrerebbe che i neuroni si comportano in modo simile ai circuiti elettrici all’interno del corpo. Però il loro comportamento è meno prevedibile. sSoprattutto quando si tratta di analizzare la relazione tra i loro impulsi elettrici. Però, questo è quanto affermato da Alain Nogaret:

“Fino ad ora i neuroni sono stati come scatole nere. Ma siamo riusciti ad aprire la scatola nera e scrutare dentro. Il nostro lavoro sta cambiando il paradigma perché fornisce un metodo robusto per riprodurre le proprietà elettriche dei neuroni reali nei minimi dettagli.”

Dunque, l’obiettivo finale è semplice. I neuroni verranno utilizzati per costruire dispositivi medici che andranno a soddisfare le esigenze dei pazienti. La ricerca continua a fare grandi passi avanti. Grazie ai nuovi chip potrebbe esserci la svolta in campo medico. Vedremo.

Fonte foto articolo: pixabay

 

Autore dell'articolo: Emanuela Acri

Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,