Cristo in Gonnella

Dal commissario Montalbano al Cristo in Gonnella

 

Sapete che c’è una tela che ritrae l’immagine del Cristo con la gonnella? Si trova in Sicilia, nella chiesa di San Giovanni Evangelista, a Scicli, una città barocca il cui centro storico è stato insignito nel 2002 dei titolo di Patrimonio dell’Umanità. La città, sita a pochi chilometri da Ragusa, è nota per aver lungamente ospitato nel suo municipio gli attori della serie Tv Rai, Il Commissario Montalbano.

Cristo in Gonnella

La chiesa di San Giovanni Evangelista si trova proprio a due passi dal municipio, offrendo ai visitatori la possibilità di passare dal profano al sacro in men che non si dica. Del resto il passaggio appare ancora più breve se si considera che in origine la tela si trovava nel monastero delle Benedettine, demolito a fine Ottocento proprio consentire la costruzione del municipio.

La tela, denominata «Cristo di Burgos» , volgarmente ribattezzata “ Cristo con la gonnella”, risale al 1696, ha origini spagnole ed è diventata oramai un culto per i tanti turisti che si recano in loco.

Tra le varie ipotesi circa l’approdo dell’opera in Sicilia, la più accreditata sembrerebbe quella che la vuole come un dono al monastero fondato da Donna Giovanna Di Stefano, da parte di una famiglia con stretti legami con la Spagna. Considerata a lungo esclusiva della città di Scicli, si è scoperto che in realtà esiste un dipinto gemello in un oratorio privato di Gravedona, in provincia di Como.

Cristo in Gonnella

Il Cristo di Burgos

Le tele fanno tutte capo a Burgos dove, nella Chiesa Madre, vi è un Cristo ligneo, rivestito di pelle di bufalo per conferirgli un aspetto quanto più possibile verosimile. In Spagna si registrano flotte di fedeli devoti tra burgalesi e pellegrini. Molteplici sono le leggende legate al Cristo di Burgos. Secondo alcune quando arrivò in Spagna, le campane della Cattedrale incominciarono a suonare da sole; secondo altre, Isabella di Castiglia, detta Isabella la Cattolica, quando cercò di togliere un chiodo dalla croce, svenne nel vedere cadere un braccio del Cristo sul costato come se si trattasse di un essere vivente. Dopo questa manifestazione, rinunciò alla sua velleità e rimise il chiodo nel posto in cui era.

Il Cristo di Scicli

L’effigie si compone di uno sfondo scuro sul quale risalta il bianco argenteo della gonna lunga che termina con un sofisticato merletto fino a sfiorare le caviglie del Cristo. Come da tradizione nell’iconografia religiosa, il protagonista dell’opera è sulla croce, presenta le ferite sul corpo e ha il capo reclinato.

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Scrive il critico d’arte Paolo Nifosì: «…Il corpo è martoriato con una quindicina di ferite lungo le braccia e il torace, lacerato da una larga ferita sanguinante. I piedi sono fissati sulla croce da un chiodo sotto il quale si trovano due coppe argentate e un uovo di struzzo».
L’uovo è molto usato nella simbologia cristiana e rappresenta l’idea della rinascita e della resurrezione.
Non sfugge agli osservatori, dunque, il particolare abbigliamento della gonnella che trasforma in un Cristo femmineo, la classica icona.

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24