Determinazione del reddito per l'invalidità civile

Determinazione del reddito per l’invalidità civile: novità!

Determinazione del reddito per l’invalidità civile, così si è espressa la Cassazione a sezioni unite sentenza n. 12796/2005:

devono essere considerati anche gli arretrati non nel loro importo complessivo, ma nelle quote maturate per ciascun anno di competenza(criterio di competenza economica).

Precedentemente la determinazione del reddito per l’invalidità civile seguiva le istruzioni dell’INPS:

Per le prestazioni di invalidità civile, invece, stabilisce, in mancanza di diversa previsione di legge, che, per la determinazione del limite reddituale, si debbano computare tutti i pagamenti arretrati soggetti a tassazione separata conseguiti, a prescindere dall’anno di competenza (criterio di cassa).

A seguito di quanto disposto della sentenza gli arretrati non devono essere considerati in riferimento alla loro data di ricezione.

L’INPS soccombe in giudizio e deve considerare gli arretrati sulla base degli importi maturati in ciascun anno di competenza.

Determinazione del reddito per l’invalidità civile, l’INPS si adegua

Con il Messaggio n. 3098 del 25-07-2017 l’Inps si adegua alla sentenza della Cassazione, che elimina il criterio di cassa introducendo il criterio di competenza economica, ed apre a ricorsi e riesami.

Di conseguenza le sedi in fase di acquisizione dei redditi dovranno ripartire manualmente gli importi arretrati per anno di competenza.

Per accedere all’invalidità civile il reddito che viene considerato è quello conseguito dal beneficiario e dal proprio coniuge nell’anno solare precedente.

In caso di ricorso o domanda di riesame, delle istanze erroneamente respinte per l’applicazione di cassa saranno adottati i seguenti provvedimenti:

  1. prima di tutto per la domanda respinta per la quale è pendente istanza di autotutela (domanda di riesame): la Sede dovrà accogliere l’istanza;
  2. in aggiunta per la domanda respinta per la quale è pendente ricorso amministrativo al Comitato provinciale prima della seduta: la Sede dovrà riconoscere la prestazione in autotutela;
  3. infine per la domanda respinta per la quale, a seguito di ricorso al Comitato provinciale e di accoglimento dello stesso, il Direttore di Sede abbia sospeso la delibera di esecuzione: dopo la trasmissione della sospensiva alla Direzione centrale sostegno alla non autosufficienza, invalidità civile e altre prestazioni, la medesima Direzione trasmetterà alla Sede competente formale invito di accogliere l’istanza in autotutela.

 

 
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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante