Di Maio dice sì all'ergastolo ostativo

Di Maio dice sì all’ergastolo ostativo

         
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ROMA – Di Maio dice sì all’ergastolo ostativo e critica dunque la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte di Strasburgo), secondo la quale l’Italia deve riformare la legge su questo tema.

“Io da italiano, nato in una terra stupenda ma spesso ostaggio di mafie e criminalità, penso che ognuno può e deve poter essere artefice del proprio destino – scrive Di Maio su Facebook – Sei tu che scegli, nessun altro. Puoi scegliere di essere una brava persona, di rispettare la legge. Oppure puoi scegliere di fare il contrario, di delinquere, di uccidere e in quel caso paghi, senza sconti. Se vai a braccetto con la mafia, se distruggi la vita di intere famiglie e persone innocenti, ti fai il carcere secondo certe regole”.

Di Maio dice sì all’ergastolo ostativo 

Sotto questo punto di vista, il ministro degli Esteri è perentorio:

“Nessun beneficio penitenziario, nessuna libertà condizionata. Paghi, punto. Si chiama ergastolo ostativo, una delle tante intuizioni del magistrato Giovanni Falcone e in Italia è una misura fondamentale nel sistema di contrasto alle organizzazioni criminali. Ma oggi la Corte di Strasburgo ci dice che questa misura viola persino i diritti umani e che dovremmo riformarla. Ma stiamo scherzando?”.

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Dunque, secondo Luigi Di Maio, quanto sancito dalla Corte di Strasburgo è inaccettabile:

“Qui in Italia – ribadisce su Facebook – abbiamo combattuto e combattiamo ancora una guerra contro le mafie. Abbiamo visto i corpi senza vita, abbiamo sentito esplodere le bombe, abbiamo ricevuto minacce e ancora oggi ci sono centinaia di imprenditori onesti che ne ricevono. Piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici? I diritti di chi ha sciolto i bambini nell’acido? Non esiste”.

Il MoVimento 5 Stelle, conclude Di Maio, “non condivide in alcun modo la decisione presa dalla Corte. La storia del nostro Paese ci ha lasciato in eredità troppo sangue e dolore. Noi non ci giriamo dall’altra parte!”. Preoccupato anche l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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