Di Nicola presenta un'interrogazione su Rigopiano

Di Nicola presenta un’interrogazione su Rigopiano

         
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ROMA – Di Nicola presenta un’interrogazione su Rigopiano. Ecco cosa ha affermato il senatore del M5S:

“A quasi tre anni e mezzo dalla dolorosa tragedia dell’hotel Rigopiano, l’iter amministrativo per l’erogazione degli indennizzi alle famiglie delle vittime non è stato ancora ultimato. Nel Decreto Semplificazione approvato a febbraio 2019 si stanziarono 10 milioni per questi risarcimenti. Lo scorso autunno palazzo Chigi istituì una commissione tecnica apposita, con il coinvolgimento dei sindaci dei comuni di residenza delle vittime, per individuare i destinatari di queste risorse”.

Le cose, però, non vanno affatto bene:

“La procedura – sottolinea Di Nicola- risulta ancora ferma: per tale motivo, ho depositato un’interrogazione parlamentare rivolta alla presidenza del Consiglio dei Ministri per avere lumi su questo ritardo e sulle relative variazioni di bilancio. L’emergenza del Coronavirus ha acuito le difficoltà per queste famiglie, e l’iter va riattivato immediatamente”.

Di Nicola presenta un’interrogazione su Rigopiano

Questa è una tragedia che non si deve assolutamente dimenticare, e infatti un mese fa Primo Di Nicola aveva pubblicamente ricordato Rigopiano. Sul suo profilo Facebook, commentava così il video del suo intervento nella seduta dei lavori in Aula:

“Rigopiano. 18 gennaio 2017. 29 morti innocenti. Una tragedia che l’Abruzzo non dimenticherà mai. Sono intervenuto oggi in Senato per portare in aula il disappunto e la disperazione dei familiari delle vittime che attendono ancora giustizia. E quel risarcimento, che mai potrà colmare le perdite subite, ma che lo Stato aveva loro promesso e tarda ad arrivare”.

Proprio in quei giorni l’avvocato dei familiari delle vittime, Romolo Reboa, aveva scritto una lettera al presidente del tribunale di Pescara, Angelo Maria Bozza, e al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, facendo presente quanto segue:

“Sarà impossibile celebrare il processo nel rispetto delle distanze sociali il 10 luglio 2020 e, se la situazione epidemiologica non cambierà rapidamente, sarà impossibile celebrarlo per un tempo indefinito. Non solo. Alla ripresa dei lavori giudiziari non è difficile ipotizzare che molti magistrati richiederanno l’aula sinora utilizzata”.

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Il guardasigilli Bonafede aveva poi risposto a questa missiva garantendo di fare tutto il possibile per accontentare tali richieste.

Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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