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Diabete: il tessuto adiposo in eccesso è il vero responsabile

 

Nuove ricerche hanno fatto emergere che i grassi presenti nel tessuto adiposo giocano un ruolo chiave nell’insorgenza del diabete di tipo 2.

Diabete: cause scatenanti

Più di due decenni fa, i ricercatori hanno indicato, quale principale responsabile del diabete, un enzima chiamato “protein chinasi C epsilon” (PKCɛ), presente nel fegato.

Questo enzima inibisce l’attività dell’ insulina agendo sui suoi recettori e, da qui, ha origine la patologia in quanto il fegato non riesce più a filtrare correttamente gli zuccheri ingeriti.

Relazione tra grassi, obesità e diabete

Ma, a distanza di più di 20 anni, un nuovo studio, guidato da Carsten Schmitz-Peiffer, professore associato presso il Garvan Institute of Medical Research di Darlinghurst, in Australia, suggerisce che non il fegato ma il tessuto adiposo  è il responsabile dell’attivazione dell’enzima PKCɛ che inibisce l’insulina.

Dunque ne segue che vi è una relazione inscindibile tra obesità (o grave sovrappeso) e diabete di tipo 2.

I ricercatori hanno condotto uno studio sui topi.

Agli animali è stata somministrata una dieta ricca di grassi, in modo da indurre gli stessi sintomi del diabete di tipo 2 come l’intolleranza al glucosio e l’insulino- resistenza.

Dopodiché i ricercatori hanno eliminato il gene responsabile della PKCɛ nel fegato, o il gene responsabile della PKCɛ nell’intero tessuto adiposo dei topi, e hanno confrontato i risultati.

E’ emerso che togliendo il gene dal fegato, gli animali continuavano a presentare intolleranza al glucosio e insulino- resistenza; togliendo il  gene dal tessuto adiposo, invece, tali sintomi sparivano.

Ciò a ulteriore riconferma che  il tessuto adiposo in eccesso può avere effetti molto  estesi sulla salute metabolica e che, pertanto, mantenere il giusto pesoforma con alimentazione equilibrata e sport è sempre una scelta vincente in termini di prevenzione e benessere.

I ricercatori coinvolti nello studio ora hanno in programma di sviluppare un farmaco che, se assunto per via orale, potrebbe essere in grado di interferire con PKCε, prevenendo o curando il diabete di tipo 2.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24

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