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Domus Aurea, scoperta la nuova “Sala della Sfinge”

         
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Una squadra di archeologi, architetti e restauratori del “Parco archeologico del Colosseo” ha individuato una grande nuova sala in un ambiente della “Domus Aurea” neroniana.

Una scoperta avvenuta per caso, grazie ad un ponteggio per restaurare la volta della sala 72 della Domus aurea, una delle 150 attualmente conosciute della dimora.

A distanza di duemila anni sono stati riportati alla luce l’intero arco di uno spazio completamente affrescato, la sommità delle pareti e una finestra, tutti adornati.

Domus Area, descrizione della nuova  sala

Domus area, la nuova sala della Sfinge

La decorazione pittorica risulta discretamente conservata: sullo fondo bianco appaiono riquadri tracciati di rosso, contornati da linee giallo ocra e una serie di elementi vegetali.

All’esterno del perimetro si susseguono figure di creature acquatiche stilizzate, reali o di fantasia.

Sono riprodotti, inoltre, dipinti di centauri, una pantera d’oro e due immagini del dio Pan: una con il lituo e l’altra con oggetti musicali.

Domus area ritrovamento nuova sala, perché è stata soprannominata sala della sfinge?

Accanto alle colonne spunta la figura straordinaria di una muta e solitaria sfinge, da cui la sala prende il nome.

Ghirlande, cespi, foglie di colore verde, giallo e rosso e varie tipologie di frutti attraversano i contorni e compongono uno sfondo onirico.

La scoperta di questa sala si inserisce nella strategia di ricerca scientifica che il Parco porta avanti ogni giorno, contestualmente agli interventi di messa in sicurezza e restauro“, spiega la direttrice del “Parco archeologico del Colosseo“, Alfonsina Russo.

Rimasta nell’oscurità per quasi venti secoli, la “Sala della Sfinge” ci racconta le atmosfere degli anni del principato di Nerone“.

In verità tale ritrovamento risale ad alcuni mesi fa, nell’autunno del 2018, e da allora si è provveduto a messa in sicurezza e restauro.

Proprio questo tipo di decorazione, che si ritrova anche nella “Domus del Colle Oppio” e in altre sale della reggia neroniana, rende propensi gli esperti ad attribuire tali figure alla cosiddetta Bottega A, operante tra il 65 e il 68 d.C.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24

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