Emozioni

Emozioni: scoperto in quali zone del corpo le percepiamo

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Un recente studio  ha mappato 100 zone del corpo in cui vengono percepite le emozioni evidenziando la loro influenza sul fisico e sulla salute.

Le emozioni si avvertono nel corpo

Un curioso studio svolto da un team di ricercatori finlandesi ha individuato delle zone del corpo dove vengono percepite le emozioni.

Gli scienziati hanno suddiviso i sentimenti in 7 categorie:

  1. cognizione, come pensare e ragionare;
  2. sensazione e percezione, come vedere e sentire;
  3. stati omeostatici, che significa funzioni corporee come la fame e la sete;
  4. processi fisiologici, come dormire e respirare;
  5. sentimenti associati a malattie come la tosse e la febbre;
  6. sentimenti associati a disturbi psichiatrici, come depressione e ansia.

Sono stati coinvolti più di 1.000 partecipanti, sottoposti a 3 esperimenti.

 Nel primo esperimento le persone dovevano valutare quanto intensamente avvertissero determinate emozioni nel loro corpo e nella loro mente e quanto riuscissero a controllarlo.

Nel secondo step bisognava suddividere i sentimenti per somiglianza e, in base a ciò, gli studiosi hanno potuto classificare le emozioni in 5 macrogruppi:  sentimenti positivi, sentimenti negativi, processi cognitivi, malattie somatiche  e stati omeostatici (funzioni corporee).

Nel terzo e ultimo esperimento, infine,  ai partecipanti è stata data una sensazione  alla volta, insieme a una sagoma vuota di un corpo umano, e gli è stato chiesto di colorare il luogo nel corpo in cui sentivano la sensazione.
Alla fine i ricercatori  hanno riunito questi dati per creare 100 “mappe di emozioni corporee” per mostrare dove nel corpo venivano percepite.

Conclusioni dello studio sulle emozioni

Ciò che questo studio ha fatto emergere di veramente importante è quanto le emozioni possano influenzare il nostro corpo: anche le sensazioni che pensiamo siano tutte nella nostra testa, producono conseguenze sul fisico.
I sentimenti positivi potranno arrecare benefici per la salute; quelli negativi l’opposto.
Si tratta solo di un primo studio ma non è  da escludere che determinate malattie possano essere strettamente collegate agli stati d’animo negativi e che, imparando a gestirli, si possano prevenire o, addirittura, curare.

 
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Autore dell'articolo: Samanta Airoldi

Samanta Airoldi
Nasco in quello scrigno fatto di mare e pesto chiamato Genova. Dopo aver conseguito Laurea e Dottorato in Filosofia sono andata a vivere per un periodo a Dublino e poi a Milano, dove tutt'ora mi trovo. Scrivo libri di Filosofia Politica e Sociale, collaboro con blog e web magazine e vivo una tranquilla e folle vita da Vegana/Animalista/Ambientalista seguace della Decrescita Felice.