morbo di Parkinson

Parkinson: scoperto un enzima che potrebbe arrestare il suo sviluppo

         
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Un gruppo di scienziati americani ha scoperto il ruolo determinante dell’enzima  USP13, nello sviluppo della malattia di Parkinson.

Morbo di Parkinson, che cos’è

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce  il controllo del movimento. I sintomi tipici della patologia sono: tremori, rigidità e lentezza di movimento.

Il morbo di Parkinson distrugge le cellule in una specifica regione del cervello nota come substantia nigra.

Solitamente compare dopo i 50 anni ma, talvolta, può presentarsi anche prima e possono venire colpite persone giovani.

Si tratta di una patologia altamente invalidante che costringe a rivoluzionare il proprio stile di vita e le proprie abitudini.

Purtroppo, ad oggi, non è ancora stata trovata una cura

Cause del morbo di Parkinson

Le ragioni della morte cellulare sono ancora ignote ma sembra che l’accumulo di corpi proteici, detti corpi di Lewy, giochino un ruolo chiave.

Infatti nel cervello di un gran numero di malati di Parkinson defunti sono stati trovati accumuli di corpi di Lewy.

Ma non è tutto: a quanto pare l’enzimaUSP13 , in base ai risultati degli studi svolti dagli scienziati del Georgetown University Medical Center (GUMC) di Washington,  sarebbe determinante nella formazione di accumuli di corpi di Lewy.

Infatti nel cervello di tutti i defunti di Parkinson è stata riscontrata la presenza anche di questo enzima, sempre associato alle proteine.

I ricercatori, in un esperimento svoltosi sui topi, hanno dimostrato che il blocco dell’USP13 ha fatto sparire i corpi di Lewy e  ha anche impedito loro di formarsi di nuovo.

I topi affetti dal morbo a cui era stato bloccato l’enzima, mostravano una migliore capacità motoria e le cellule cerebrali smettevano di distruggersi.

I ricercatori americani ora vogliono sviluppare un farmaco che blocchi l’enzima USP13 e che i medici possano utilizzare come parte integrante di una terapia per le malattie neurodegenerative .

Ciò potrebbe significare un enorme passo avanti nel trattamento e forse anche nella prevenzione di tali patologie.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24

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