Ernest Hemingway 59 anni

Ernest Hemingway 59 anni dalla morte

         
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L’autore di opere iconiche Ernest Hemingway 59 anni fa moriva nella sua casa a Ketchum negli Stati Uniti. La depressione che lo aveva colpito, lo portò a suicidarsi con un colpo di fucile in bocca.

Ernest Hemingway, una vita da Nobel

Nato vicino a Chicago nel 1899, ben presto si appassionò alla letteratura ed i suoi insegnanti lo incoraggiarono a scrivere. Lasciò il suo lavoro per arruolarsi volontariamente nell’esercito durante la prima guerra mondiale, diventando autista delle ambulanze americane. Chiese però il trasferimento per vedere più da vicino gli orrori della guerra: divenne assistente di trincea sul Piave. Fu ferito gravemente dall’esplosione di una bombarda austriaca e dai successivi colpi di mitragliatrice. Tornato in patria, collaborò con la testata di Toronto Star, mentre cercava case editrici che pubblicassero i suoi racconti. Si trasferì a Parigi, dove, grazie a Geltrude Stein, si avvicinò alle nuove avanguardie letterarie ed iniziò la sua prolifica attività di scrittore. Pubblicò i romanzi “Fiesta” e “Addio alle armi”, che gli diedero fama internazionale.

Nel 1954 vinse il Nobel per “Il vecchio e il mare”, anche se non potè ritirare il premio di persona. Tre anni dopo iniziò a soffrire di depressione, che bloccò la sua creatività e non gli permise di scrivere molto. Ad una situazione clinica già preoccupante si aggiunsero crisi maniaco-depressive, che lo resero sospettoso nei confronti di tutti e gli provocavano vuoti di memoria. Fu ricoverato per emacromatosi; tornato a casa tentò una prima volta il suicidio con il fucile, ma la moglie gli sottrasse l’arma prima che fosse troppo tardi. Ernest Hemingway 59 anni riuscì però nel suo ultimo intento.

Un uomo complesso, profondo, capace di creare personaggi stoici, che sono diventati parte della letteratura mondiale. La prima guerra mondiale, che aveva deciso di vivere in prima persona, segnò profondamente la sua vita. Gli orrori e il rischio di morire gli resero difficile tornare alla vita quotidiana in patria, cercando conforto nell’alcol. Forse però questa sua inquietudine lo ha reso unico: il peregrinare senza meta, le relazioni turbolente gli hanno permesso di vivere la vita senza regole, solo per il piacere delle gioie della vita.

 

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Autore dell'articolo: Martina Guarneri

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