Giuseppe Stefano Di Negro: tutti i chiarimenti del triste caso di nera

Giuseppe Stefano Di Negro: tutti i chiarimenti del triste caso di nera

         
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Nell’ultima puntata del noto programma Mediaset Quarto Grado, Gianluigi Nuzzi si è occupato del caso di Giuseppe Stefano Di Negro (50 anni al momento della morte), l’architetto spezzino trovato senza vita a Braida di Sarzana (La Spezia) qualche settimana fa. Per comprendere la dinamica dei fatti, dobbiamo tornare indietro a quel terribile giorno, un sabato sera di due settimane fa. Due ragazzi, Giulio Emanueli e Rayan Bouchouaf (entrambi 19 anni), stavano camminando lungo Via Alfieri, una strada in una zona residenziale alla periferia di Sarzana. Vicino al canneto, presso l’argine del torrente Calcandola, avevano notato una macchina con la portiera aperta; accanto vi era il corpo di un uomo.

Giuseppe Stefano Di Negro: il ritrovamento del cadavere

Il cadavere era quello dell’architetto Giuseppe Stefano Di Negro, un uomo fortunato e di successo, sposato e padre di una bambina di 10 anni. Una persona dalla vita cristallina. Francesco Di Negro, fratello di Giuseppe, ha dichiarato ai microfoni di Quarto Grado: “Era una brava persona … un gran lavoratore, amava la sua famiglia. Non credo avesse nemici”. Eppure, la scena dinanzi a cui si sono trovati i soccorritori era da brivido: l’architetto è stato trovato col cranio fracassato; accanto a lui era stato rinvenuto il suo marsupio senza denaro. Che cosa è accaduto a quest’uomo senza nemici? Aveva forse un appuntamento in quel luogo? Inizialmente, i media hanno parlato di delitto.

Giuseppe Stefano Di Negro: le varie piste per far luce sul caso

Gli inquirenti hanno in primis seguito la pista della rapina ed hanno indagato all’interno dell’ambiente professionale della vittima. Tuttavia, c’è stato un elemento che ha fatto ipotizzare senza alcun dubbio all’omicidio. Infatti, sulla scena del crimine non è stato trovato alcun tipo di arma. In tal caso, potrebbe essere stato l’assassino a portarla via. Per escludere ulteriori possibilità è stato coscienziosamente dragato il fiume; sono state tagliate anche le canne sulla riva, ma non è stata trovata alcuna traccia dell’ipotetica arma. Tuttavia, a dare una svolta al caso è stata l’autopsia: essa ha stabilito che l’uomo è stato ucciso con un colpo di pistola sparato in bocca. 

Omicidio? Assolutamente no!

Torniamo a Giulio e Rayan, i due ragazzi che hanno trovato il cadavere di Giuseppe. I loro profili Facebook testimoniano l’amore per una vita un po’ troppo sopra le righe, caratterizzata dall’amore per i rave party illegali. Non ci è voluto molto a farli crollare: i due giovanissimi hanno confessato di essersi impossessati della pistola e di averla nascosta a poca distanza dal corpo dell’architetto per poi rivenderla. I due hanno ammesso, inoltre, di essersi impossessati dei 70 euro che il Di Negro portava nel suo marsupio. I due ragazzi, alle telecamere di Quarto Grado, hanno confermato candidamente di aver manomesso la scena del crimine.

Giulio e Rayan: la situazione attuale dei due ragazzi

Dopo quanto confessato, cosa spetta legalmente ai due ragazzi? Ad informarci sull’attuale situazione è Francesco Bertoneri, capo gabinetto della questura di La Spezia: “I due ragazzi – ha dichiarato – sono attualmente in stato di libertà. Sono indagati per una serie di reati che vanno dal furto al furto aggravato, al possesso di armi comuni da sparo, quindi violazione sulla legge e sulle armi, e quindi si trovano attualmente in stato di libertà”. Il caso di Giuseppe Stefano Di Negro è stato tristemente chiarito dunque: si è trattato di suicidio.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24