I furbetti del bonus da 600 euro, l'ira di Di Maio

I furbetti del bonus da 600 euro, l’ira di Di Maio

         
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ROMA – I furbetti del bonus da 600 euro, esplode l’ira di Luigi Di Maio. Ecco infatti cosa scrive stamane sulla sua pagina Facebook il ministro degli esteri:

“Dalla lettura dei giornali di questa mattina emerge un quadro sconcertante. Oltre ai 5 deputati furbetti, ci sarebbero altri 2000 politici tra amministratori locali e regionali in tutta Italia ad aver fatto richiesta del bonus partita Iva destinato ai liberi professionisti in difficoltà per l’emergenza Covid. Siamo davanti a fatti di una gravità assoluta”.

Di Maio non ha dubbi:

“I nomi devono essere resi pubblici. Gli italiani hanno il diritto di sapere chi ha tradito la loro fiducia. Questa gente non deve più avere l’occasione di rivestire una carica pubblica. Deve essere allontanata dallo Stato, deve essere punita. Hanno remato contro il Paese nel momento più difficile. Hanno macchiato il nome dell’Italia nel mondo ed è giusto che paghino. Non possono e non devono passarla liscia”.

I furbetti del bonus da 600 euro, l’ira di Di Maio

Tra i 5 deputati ci sarebbe anche un esponente del M5S, dunque il partito dello stesso Di Maio. Lui ribatte così:

“Non mi importa da quale forza politica provengano, so soltanto che questi 5 deputati non possono più rappresentare le istituzioni. Così come hanno avuto il coraggio di prendersi un bonus di 600 euro guadagnando uno stipendio di 13mila euro netti al mese, adesso abbiano il coraggio di uscire allo scoperto. Abbiano il coraggio di mostrarsi agli italiani. Sono pronto ad aderire all’idea lanciata da Vito Crimi sulla rinuncia alla privacy così da autorizzare l’INPS a pubblicare i nomi. Facciano lo stesso tutti i parlamentari di ogni forza politica. Il mio è un appello rivolto a tutti i leader dei partiti. Chiedano ai loro eletti di rinunciare alla privacy e permettano all’Inps di rendere pubblici i nomi di questi approfittatori”.

Il ministro Di Maio, infine, conclude con queste parole:

“Nessuno pensi di scaricare proprie colpe su altri, mettendo di mezzo ad esempio i commercialisti per salvarsi. È il momento di scegliere da che parte stare. Se dalla parte degli italiani o della casta. Noi abbiamo già scelto. Mi aspetto un coro unanime: questa gente deve andare a casa. Questa gente è il male dell’Italia e, se vogliamo davvero voltare pagina, va combattuta con tutte le nostre forze”.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24