Il ciclone Vayu in India si è allontanato

         
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Il ciclone Vayu in India si è allontanato, il cataclisma che ha fatto sfollare trecento mila persone non è più un pericolo. Il ciclone ha raggiunto già la costa occidentale dell’India con piogge torrenziali e raffiche di vento fino a 180 km/h. I pescatori hanno già messo in sicuro le imbarcazioni da diversi giorni in quanto il dipartimento meteorologico ha emesso un comunicato in cui vietava di pescare nel Mar Arabico.

Misure di prevenzione

L’india ha lavorato sodo per ridurre al minimo i possibili danni del ciclone. Le persone sfollate sono state trasferite in 700 campi predisposte in luoghi sicuri. Le scuole e gli uffici pubblici sono stati chiusi oltre al blocco per le imbarcazioni. Il nuovo ministro dell’interno Indiano ha dimostrato competenza e ottime capacitò organizzative, evitando il ripetersi di una catastrofe umanitaria come quella del 1996 quando il ciclone Odisha nel 1999 causò la morte di diecimila abitanti.


Ciclone Vayu, epilogo


Secondo l’ultimo riscontro meteorologico dal Centro di Ahmedabad, il ciclone al momento si sta muovendo verso Ovest sul Mar Arabico. Il ciclone Vayu non è più un pericolo in quanto attualmente si trova a più di 150 chilometri da Porbandar. Le autorità hanno autorizzato il rientro degli evacuati ed il capo dello stato indiano del Gujarat ha dichiarato” Il Guyarat è completamente al sicuro. Il ciclone Vayu in India si è allontanato ufficialmente, si è mosso verso occidente nel mar Arabico”.
Un finale non così drammatico per uno stato martoriato dalla fame e dalla povertà, dove la violenza è all’ordine del giorno. Qui 270 milioni di persone su una popolazione di 1,2 miliardi vive con meno di due dollari al giorno. Il Guyarat è già saltato da diverso tempo all’attenzione mediatica a causa della surrogazione commerciale di maternità.

Turismo procreativo

La nazione in poco tempo è diventata un hub mondiale del turismo procreativo. Centinaia le coppie straniere che non potendo avere figli si riversano nel paese affittando l’utero di una delle tante povere donne che trovano in questa pratica l’unica fonte di sostentamento.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24