Coronavirus India: l'app sarà obbligatoria

Coronavirus India: l’app sarà obbligatoria

         
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Fin dall’inizio della pandemia, si è parlato dei possibili modi per tracciare l’andamento dei contagi e su come la tecnologia può aiutarci. L’utilizzo di certe applicazioni per smartphone consente infatti di tenere traccia dei contagiati e di isolare determinate zone. L’app per il contact tracing, per contrastare il coronavirus, sarà obbligatoria in India.

Nella maggior parte dei paesi del mondo infatti, queste app sono su base volontaria. L’obbligatorietà sarebbe chiaramente incostituzionale nella maggior parte degli stati di diritto: non sembra questo però il caso del paese asiatico. Il ministro degli interni dell’India ha infatti annunciato che l’app per il contact tracing del coronavirus sarà obbligatoria per tutti i lavoratori di ogni settore. L’app si chiamerà Aarogya Setu e ci saranno “punizioni” nel caso di negligenze.

L’app per il coronavirus in India è stata già scaricata 80 milioni di volte. L’obiettivo principale è non solo quello di installare l’app su ogni singolo smartphone nel paese (circa 350 milioni) ma di poter anche raggiungere gli utilizzatori di “non-smartphone” attraverso l’utilizzo di un sistema vocale interattivo.

In India sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, sia pubblici che privati, installare l’app per il contact tracing del coronavirus

Come in molte altre nazioni (tra cui l’Italia), anche in India l’utilizzo diffuso di app per il contact tracing può dimostrarsi vitale per rallentare la diffusione del nuovo coronavirus. Questa tipologia di app possono contribuire enormemente la probabilità di assistere a nuovi lockdown, fino alla scoperta di un vaccino. In generale comunque i governi hanno deciso per la non obbligatorietà di queste app, per evitare che esse possano essere utilizzate per sorveglianza di massa. Chiaramente, l’India non si fa troppi problemi a riguardo.

Gli attivisti della privacy sono molto scontenti, per ovvie ragioni. Nonostante l’app per il controllo della diffusione del coronavirus in India venga dichiarata basata su dati anonimi e cripati, non sembra questo essere il caso. La Internet Freedom Foundation denuncia l’app non soddisfa gli standard di protezione generalmente utilizzati. In particolare, Mozilla mette in guardia sull’utilizzo dubbioso dei dati una volta raccolti. Apparentemente, in India non ci sono sufficienti leggi a protezione della privacy. Tutto ciò non significa automaticamente che il governo indiano spierà i propri cittadini, ma sicuramente il rischio c’è.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24