Coronavirus e la tecnologia

Coronavirus e la tecnologia tra informazioni e limitazioni

         
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Coronavirus e la tecnologia tra informazioni e limitazioni. L’emergenza Codiv-19 influenza negativamente la quotidianità e gli eventi a livello mondiale

Dopo lo sport anche tra il Coronavirus e la tecnologia sorgono i problemi: dopo che molte aziende hanno rinunciato a partecipare al Mobile World Congress, in difficoltà un altro grande evento.

Sony e Facebook hanno infatti annunciato che non prenderanno parte alla Game Developers Conference (Gdc), la conferenza degli sviluppatori di videogiochi in programma a San Francisco dal 16 al 20 marzo.

In merito inoltre, un portavoce di Facebook precisa:

A causa dei rischi per la salute pubblica legati al Covid-19, per la sicurezza dei nostri dipendenti, dei partner e della comunità della Cdc, Facebook quest’anno non parteciperà alla conferenza.

Dal canto suo anche la Sony ha affermato:

Per le crescenti preoccupazioni legate al coronavirus abbiamo preso la difficile decisione di non partecipare alla Gdc.

Abbiamo ritenuto che questa fosse l’opzione migliore, dal momento che la situazione legata sia al virus, sia alle restrizioni sui viaggi internazionali, cambia ogni giorno.

Una decisione dunque prese nonostante le rassicurazioni degli organizzatori del Gdc:

Riteniamo che, sulla base della rigorosa quarantena statunitense attorno al coronavirus e del gran numero di misure messe in campo sul posto, siamo in grado di fare un evento sicuro e di successo per la nostra comunità.

Codiv-19 e tecnologia quindi, un problema che riguarda la comunicazione delle notizie in modo da evitare fake news e procurare finti allarmi

In tal senso infatti uno dei social network più di moda in questo ultimo periodo, ha deciso di intervenire.

TikTok ha dunque posto in essere un avviso che rimanda all’informazione verificata di fonti istituzionali internazionali e locali.

Scrive cioè TikTok su un avviso che compare quando sulla piattaforma si cercano contenuti sul Covid-19:

Durante la creazione, la visualizzazione o l’interazione con contenuti correlati al coronavirus verifica i fatti utilizzando fonti attendibili tra cui l’Organizzazione Mondiale della sanità.

Anche gli atri social si sono adeguati contro la cattiva informazione stringendo accordi con il ministero della Salute italiana.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.