Il pensiero di Nibali sull'emergenza

Il pensiero di Nibali sull’emergenza dopo la Parigi-Nizza

         
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Il pensiero di Vincenzo Nibali sull’emergenza del Coronavirus, non si è fatto attendere. Il corridore, dopo l’annullamento delle corse italiane era volato in Francia. Qui, ha partecipato alla Parigi-Nizza, corsa che ha a sua volta subito delle variazioni. Infatti, l’ultima tappa della manifestazione ciclistica non si è corsa ed è stata annullata proprio per l’emergenza. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, lo Squalo dello Stretto ha espresso le sue considerazioni in merito: “È un momento brutto. Se è stato corretto proseguire… Difficile dirlo. L’organizzazione ci ha permesso di gareggiare in maniera adeguata, siamo stati blindati. Io poi faccio parte di un team importante che è anche il mio datore di lavoro. Il nostro staff sanitario è stato molto attento e pure noi lo siamo stati, cercando di restare isolati. L’unico momento di relativo contatto è stato in corsa. Non vedere la festa del pubblico, certo, è spiacevole”.

Il pensiero di Nibali sull’emergenza. Le dichiarazioni del corridore

Nibali ha poi proseguito la sua intervista soffermandosi sullo stato di preoccupazione. Al riguardo ha affermato: “Ognuno reagisce a proprio modo. Si può anche contrarre il virus senza sintomi e trasmetterlo ad altri. In casi del genere c’è il pensiero di non potere rientrare a casa perché la libertà di spostamento è limitata” Infine, sulla sua famiglia ha sottolineato: “I miei stanno a Messina e lì c’è un sindaco con gli ‘attributi’, che ha preso misure drastiche in tempi non sospetti. Bisogna restare a casa il più possibile. Il senso di isolamento è comprensibile, ma è necessario. Moglie e figlia sono a Lugano. Rachele aveva anche pensato di andare nel Lazio dai genitori, ma non era il caso. Ho visto le scene di quella ‘fuga’ di tante persone da Nord verso il Sud. Follia”.

Anche ai corridori professionisti non resta quindi che attendere la fine di questa emergenza sanitaria, per poter tornare tranquillamente in sella alla propria bicicletta e riprendere gli impegni sportivi.

 

Autore dell'articolo: Annamaria Sabiu