Il pianeta zucchero filato

Il pianeta zucchero filato, un prodigio dello spazio

         
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Lo spazio è senza dubbio un insieme di tesori e di meraviglie spettacolari. Basti pensare alle galassie, alle stelle, ai pianeti, ai buchi neri, alle nebulose, alla vita e a tanto altro. Una delle meraviglie più belle sono gli esopianeti. Per chi non lo sapesse gli esopianeti sono pianeti situati al di fuori del nostro sistema solare. Tali pianeti hanno le caratteristiche più varie o strane; si va da esopianeti infernali ad esopianeti glaciali, fino ad arrivare ad esopianeti con possibile vita aliena. Recentemente un nuovo studio ha descritto metaforicamente un particolare pianeta come di “zucchero filato”, chiamato anche WASP-107 b.

La scoperta e le caratteristiche del pianeta zucchero filato

Il pianeta WASP-107 b è stato scoperto nel 2017 sfruttando il telescopio spaziale Hubble. È un esopianeta gassoso caldo. Infatti dista dalla propria stella soltanto 8 milioni di chilometri circa, e ciò causa nella sua atmosfera temperature che arrivano anche a 550 gradi centigradi; per questo motivo è un pianeta gassoso caldo.

Data la vicinanza alla propria stella, una stella di tipo K, il suo moto di rivoluzione (quello che indica il tempo di percorrenza della propria orbita) dura soltanto 5,7 giorni.

Dista dalla Terra circa 220 anni luce ed è situato nella costellazione della Vergine. Le sue dimensioni sono simili a quelle di Giove. Fin qui sembra una scoperta normale (ovviamente sempre importante), ma non è così. Infatti già dall’inizio ha sorpreso gli astronomi perché WASP-107 b è il primo esopianeta scoperto finora in cui è stata rilevata la presenza di elio nella sua atmosfera e con scarsa presenza di metano. È un esopianeta misterioso e di recente un ulteriore studio ha permesso a questo esopianeta di aggiudicarsi il titolo di pianeta zucchero filato; vediamo il perché.

Un pianeta zucchero filato, una scoperta sensazionale

Uno studio recente, fatto da alcuni ricercatori dell’università canadese di Montréal, ha utilizzato i dati raccolti dall’Osservatorio Keck alle Hawaii. Secondo tale studio, nonostante WASP-107 b sia di dimensioni simili a Giove, ha una massa 10 volte minore, è, per dirla con parole povere, un “esopianeta leggero”, per questo il soprannome di “pianeta zucchero filato”.

Questa scoperta è stata fatta tramite la tecnica della velocità radiale. Ovvero quella tecnica che sfrutta le interazioni gravitazionali che avvengono su una stella a causa del passaggio di un pianeta. Tale tecnica è utilizzata anche per scoprire nuovi pianeti, insieme alla tecnica dei transiti (quella che sfrutta invece la zona d’ombra su una stella causata dal passaggio di un pianeta), ed è utile per capire la massa ed altre caratteristiche su un pianeta.

Così facendo i ricercatori hanno scoperto che, nonostante le dimensioni titaniche, WASP-107 b ha una massa molto piccola. Di norma i pianeti gassosi hanno una massa maggiore grazie ad un nucleo roccioso estremamente grande (almeno 10 volte quella terrestre), che permette di “raccogliere” i gas e trattenerli. Proprio per questo motivo i pianeti gassosi sono di norma di notevoli dimensioni.

Con WASP-107 b si stravolge questa regola perché data la sua piccola massa, e quindi col relativo nucleo roccioso con una piccola massa di circa quattro volte quella terrestre (la massa generale, compresi i gas, è di 30 volte quella terrestre e soltanto un decimo di quella di Giove; in WASP-107 b i gas comprendono circa l’85% della sua massa totale), questo pianeta zucchero filato non dovrebbe assolutamente esistere, ma esiste. Perché?

Possibili spiegazioni

Gli scienziati pensano che il pianeta zucchero filato si sia formato in zone lontane e fredde del sistema della sua stella. In questo modo ha potuto raccogliere meglio maggiori quantità di “gas freddo” (più facili da “aggregare”) nonostante la sua massa minore.

Successivamente, per effetto gravitazionale di altri esopianeti, di altri corpi celesti e di meccaniche cosmologiche sconosciute il pianeta zucchero filato si è avvicinato alla sua stella diventando così un pianeta gassoso caldo. Data la formazione iniziale “rapida e fredda” WASP-107 b non ha perso i suoi gas con l’avvicinamento alla sua stella ed ha trovato un equilibrio orbitale.

La scoperta è fenomenale e si aggiunge ad un’altra, infatti con lo stesso studio si è scoperto un altro pianeta nel sistema della stella WASP-107. Questo nuovo esopianeta, chiamato WASP-107 c, è più lontano dalla propria stella rispetto a WASP-107 b, infatti compie un’orbita in circa 3 anni, mentre la massa è di circa un terzo di quella di Giove.

Gli studi su questo affascinante e misterioso sistema planetario devono quindi obbligatoriamente andare avanti. Del resto dimostra che i pianeti gassosi si formano più facilmente del previsto e con le più varie caratteristiche e date le altre anomalie quel sistema può aiutare a capire nuove leggi universali dell’astrofisica e i meccanismi che fanno nascere i pianeti e i pianeti gassosi. In ogni caso l’universo è pieno di spettacoli da capire.

 

Fonte immagine: ANSA

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24