Il processo ai Chicago 7 – il film evento più atteso agli oscar dalla critica
Autore: Raffaella Guiducci
Il Processo ai Chicago 7- Il film di Aaron Sorkin , regista noto, soprattutto, per aver sceneggiato il pluripremiato film The Social Network (2010), di David Fincher, per il quale gli venne riconosciuto l’oscar per la migliore sceneggiatura non originale nel 2011.
Il processo ai Chicago 7 costituisce una imponente film d’inchiesta su una delle vicende giudiziarie più discusse d’America.
Essa vide protagonisti i più noti esponenti dei movimenti di contestazione degli anni 60-70.
Abbie Hoffman (Sacha Baron Cohen), esponente della controcultura americana. Jerry Rubin (Jeremy Strong) fondatore, nel 1966 (insieme ad Hoffman) del Partito Internazionale della Gioventù, partito politico di orientamento pacifista, anarchico e socialista. Bobby Seale (Yahya Abdul-Mateen II) fondatore del movimento rivoluzionario afroamericano delle Pantere Nere. John Froines, Tom Hayden (Eddie Redmayne) attivista della causa liberale ed uno dei promotori del gruppo di studenti attivisti di sinistra Students for a Democratic Society. Lee Weiner (Noah Robbins) e David Dellinger; tutti processati nel 1969 per cospirazione ed incitamento alla sommossa.
Il Processo ai Chicago 7 – La trama
Il processo ai Chicago 7 riepiloga quanto accadde nel 1969, quando gli esponenti dei principali movimenti di contestazione dell’epoca si riunirono a Chicago in occasione del Convention del Partito democratico. Il fine era di manifestare pacificamente contro la catastrofe umanitaria causata dalla guerra del Vietnam. In particolare evidenziando la mattanza di giovanissimi ragazzi americani chiamati alle armi.
Il governo federale accusò i protagonisti di aver causato, nell’occasione, rivolte violente. Si aprì un vero e proprio processo di natura politica. Gli ideali al centro del giudizio più delle persone. Celebre la frase di Abbie Hoffman, che incalzato dall’accusa: ”è la prima volta che vengo processato per le mie idee”.
Il film procede a ritmo serrato tra arringhe, strategie difensive e mille ostacoli determinati dalla palese violazione dei basilari diritti del giusto ed equo processo. Plurimi i depistaggi, sabotaggi ad opera dell’accusa e dello stesso magistrato che presiede la Corte.
Colpiscono le diverse peculiarità dei personaggi. Le loro stravaganze e i dialoghi serrati stemperano l’atmosfera grigia dell’aula e la serietà dei temi. Lo spettatore si appassiona alla potenza del loro messaggio e all’assurdità della vicenda giudiziaria che li vede coinvolti.
Il film coinvolge anche grazie alla tecnica del flashback. Infatti, partendo dalle deposizioni processuali viene, un po’alla volta, rappresentata a ritroso la dinamica dei fatti. Non mancano colpi di scena ed un finale da standing ovation.
Il Processo ai Chicago 7 – in corsa per le nomination agli oscar
Le nomination che daranno il via alla stagione dei premi oscar 2021 non sono state svelate. Quest’anno l’annuncio è stato posticipato, a causa della proroga fino al 28 febbraio per i film che, durante il lockdown dello scorso anno, sono stati bloccati nella fase di produzione e post-produzione. Un lasso di tempo allungato che permetterà, da qui a fine aprile, quando si svolgerà la cerimonia degli Oscar, di valutare una serie di opere cinematografiche. Ad oggi Il Processo ai Chicago 7 viene dato tra i favoriti per fare incetta di statuette nelle seguenti categorie: miglior film, miglior regia e migliori attori, sceneggiatura originale e montaggio.
Curiosità su alcuni personaggi
L’appassionata rappresentazione dei personaggi del film, realmente esistiti (alcuni ancora in vita) induce ad approfondimenti sulla biografia di cui si riporta qualche curiosità.
Ad esempio, Abby Hoffman fu un grande attivista ed agitatore culturale dalla vita avventurosa, scrisse libri anche di successo.
Al Festival di Woodstock, Hoffman interruppe la prestazione degli Who per fare un discorso di protesta contro l’imprigionamento di John Sinclair del Partito delle Pantere Bianche (White Panther Party). Il chitarrista degli Who, Pete Townshend non prese bene l’interruzione dell’esibizione del suo gruppo e lo colpì con la sua chitarra cacciandolo dal palco. Pete Townshend affermò successivamente di essere d’accordo con Hoffman riguardo l’imprigionamento di John Sinclair.
Interessante anche sapere che Tom Hayden sposò nel 1973 l’attrice Jane Fonda a cui restò legato fino al 1990. La coppia si impegnò strenuamente contro la guerra del Vietnam e nel 1974 produsse il film documentario Introduction to the Enemy, in merito ai loro viaggi attraverso il Nord e il Sud del Vietnam nella primavera del 1974. Hayden fu eletto per i democratici membro della Assemblea Generale della California (1982-1992) e del Senato della California (1992-2000). Lottò sempre per i diritti degli immigrati, dei rifugiati, degli afroamericani, dei latinoamericani
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