"Il Signor Diavolo" è il nuovo film di Pupi Avati

“Il Signor Diavolo” è il nuovo film di Pupi Avati

         
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BOLOGNA – “Il Signor Diavolo” è il nuovo film di Avati e si configura come una storia gotica. La pellicola, molto attesa, arriverà al cinema dal prossimo 22 agosto ed è tra le più attese del 2019.

La trama racconta la vicenda del pubblico ministero Furio Momenté, impegnato a seguire le tracce di un processo per omicidio che coinvolge misteriosamente le vite di tre ragazzini di provincia. Su Il Signor Diavolo” Pupi Avati punta davvero molto:

“Un finale così ha spaventato anche noi, è davvero demoniaco. È come se in questo film ci fosse stato un quarto sceneggiatore diabolico”.

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Questo è ciò che ha dichiarato all’Ansa il regista bolognese dopo il primo giorno di riprese, a Forte Bravetta, nel luglio 2018. ‘Il signor Diavolo’, prodotto da Videa e Rai Cinema, è tratto dall’ultimo romanzo omonimo di Pupi Avati, edito da Guanda. Lo stesso Avati ha scritto il soggetto insieme al fratello Antonio e al figlio Alvise. Per lui si tratta di un ritorno al romanzo gotico e a quel ‘La casa delle finestre che ridono’ (1976) che gli è rimasto nel cuore.

“Il Signor Diavolo” è il nuovo film di Pupi Avati. Che sogna un film su Dante

Ma i progetti del regista bolognese non finiscono qui:

“Ho in mente due altri progetti – ha svelato ancora all’Ansa – “Floating coffins” in cui vorrei raccontare, in una sorta di antologia, tutte le paure del mondo e, soprattutto, per i Settecento anni dalla morte di Dante, nel 2021, vorrei raccontare la sua straordinaria figura proprio come l’ha tratteggiata Boccaccio nel suo Il trattatello”.

Un concetto ribadito a Federico Pontiggia durante una recente puntata di “Movie Mag”, il magazine di informazione cinematografica di Rai Movie:

“Ho pronta una sceneggiatura sulla vita di Dante, che spero di girare. Riuscire a raccontare il Sommo Poeta con un film darebbe un senso a tutta la mia filmografia”.

Pupi Avati: “Sono un fallito, non ho fatto il film della vita”

A proposito dell’esigenza di dare un senso alla sua filmografia, va ricordato che Pupi Avati, partecipando al Vasto Film Festival nel 2011, si mise a nudo dichiarando:

“Io mi sento un fallito, nel senso che non ho fatto il film della mia vita, quello che avrei potuto o dovuto fare”.

Di fatto adesso il regista, con il progetto cinematografico su Dante, realizzerebbe un film molto importante prima di tutto per la sua (già luminosa) carriera. Sempre a Vasto, stimolato a spiegare come riuscisse a far recitare bene gli attori nei suoi film, Avati svelò la ricetta che gli aveva suggerito Vittorio De Sica:

“Ci vuole un affetto sincero verso gli attori”.

Pupi Avati, la biografia

Giuseppe Avati, in arte Pupi, è nato a Bologna il giorno 3 novembre 1938. Inizialmente tenta una carriera nel jazz (è anche clarinettista della Rheno Jazz Gang, con cui incide anche alcuni dischi per la Sahara), ma rinuncia dopo l’ingresso nella band di Lucio Dalla.

L’amore e la passione per la musica e per la propria città lo hanno accompagnato per tutta la vita: il regista spesso gira i suoi film a Bologna ed è solito inserire in essi numerosi riferimenti musicali, ispirandosi direttamente, in alcuni casi, a questa sua esperienza (come ad esempio in ‘Ma quando arrivano le ragazze?’).

Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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