In Italia crescono le nozze con un coniuge straniero

In Italia crescono le nozze con un coniuge straniero

ROMA – In Italia crescono le nozze con un coniuge straniero e, nella maggior parte dei casi, lo sposo e’ un cittadino italiano. Questo quanto emerge dal Rapporto Immigrazione della Caritas e della Fondazione Migrantes, che fotografa l’attuale situazione dei matrimoni misti in Italia.

Nel corso del 2016 sono stati celebrati 25.611 matrimoni con almeno uno dei coniugi straniero (12,6% del totale dei matrimoni); in leggero aumento rispetto al 2015 (+0,2%). Nel 56,4% dei casi, poi, si tratta dell’unione fra uno sposo italiano e una sposa straniera.

In Italia crescono le nozze con un coniuge straniero ed a fine 2017 i bambini nati da genitori entrambi stranieri risultano 67.933

A fine 2017 i bambini nati da genitori entrambi stranieri risultano 67.933 (14,8% del totale delle nascite). Diminuisce il numero medio di figli delle cittadine straniere, pur mantenendosi su livelli decisamente piu’ elevati di quelli delle cittadine italiane (1,95 rispetto a 1,27 secondo le stime nel 2017).

I dati Istat relativi al bilancio demografico nazionale – aggiunge il Rapporto – confermano l’aumento dei nuovi cittadini italiani gia’ rilevato negli anni precedenti; aumento che ha condotto l’Italia nel 2015 e nel 2016 ad essere al primo posto tra i Paesi UE per numero di acquisizioni di cittadinanza.

In Italia crescono le nozze con un coniuge straniero: il 50,9% sono donne

Al 31 dicembre 2017, su un totale di 146.605 acquisizioni di cittadinanza di stranieri residenti, il 50,9% riguarda donne. Tali acquisizioni, rispetto alla stessa data del 2016, sono diminuite (-27,3%). Nelle regioni del Nord Italia si registrano tassi di acquisizione di cittadinanza ben al di sopra della media nazionale. Si notino, in particolare, i casi della Valle d’Aosta, del Trentino Alto Adige e del Veneto, ma risulta interessante segnalare tassi di acquisizione superiori alla media nazionale anche in regioni del Centro (Marche) e del Sud (Abruzzo).

Riferendosi sempre al 2016, le modalita’ di accesso alla cittadinanza restano differenti tra uomini e donne. Per gli uomini la modalita’ piu’ frequente e’ la residenza (56% dei casi nel 2015), mentre il matrimonio e’ una modalita’ residuale (meno del 3%). Nel 2016, diversamente da quanto avveniva in passato, anche per le donne le acquisizioni di cittadinanza per residenza sono state le piu’ numerose (43,9%), superando, seppur di poco, le acquisizioni per trasmissione/elezione (39,3%). Si riduce ulteriormente, anche per le donne, la quota di procedimenti avviati a seguito del matrimonio: nel 2016 questi risultano il 16,8% del totale, mentre nel 2014 risultavano il 25%.

 
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di WebMagazine24
 
 

Articoli consigliati:


Autore dell'articolo: Massimo Giuliano