Intervista esclusiva al cantautore Cristiano Turrini
Intervista esclusiva al cantautore Cristiano Turrini che, vincitore del Deejay On Stage 2020, il prestigioso contest musicale di Radio Deejay. Parliamo con lui di “Kuala Lumpur”, canzone con cui ha trionfato e di cui è uscito anche un gradevole videoclip.

Intervista esclusiva al cantautore Cristiano Turrini
Come nasce una canzone come “Kuala Lumpur”?
Nasce come tutti gli altri miei brani in realtà. Sicuramente il titolo è particolare e può sembrare in qualche modo che possa essere stato studiato a tavolino. L’idea è quella di fare un prodotto un po’ più originale. Parlo sempre di una storia d’amore e la cosa bella che è capitata e che ho detto spesso è che mi è uscita dal destino. Spesso mi faccio influenzare da dei video che vedo su Youtube per cercare appunto di prendere l’ispirazione anche in posti diversi. Quel giorno in cui mi sono messo a scrivere il brano sono uscite immagini particolari della Malesia e di Kuala Lumpur stessa e lì mi è venuta la voglia di ispirarmi a tutto ciò.
A proposito… Hai appena menzionato il videoclip… Ha già registrato parecchie visualizzazioni… Ce ne vuoi parlare?
Sono molto felice del videoclip. Abbiamo avuto l’opportunità, in realtà noi dovevamo andare proprio lì a girarlo però con i problemi del covid-19 e situazioni varie non si è stato permesso di fare questa pazzia che sarebbe stata veramente molto bella. Abbiamo preso un girato che ci ha gentilmente dato un bravissimo videomaker (tutte immagini in 4k di Kuala Lumpur) e poi noi qui a Roma abbiamo mixato con delle scene in una cascata bellissima. Infine abbiamo cercato di mixare e di trovare i colori simili a quelli che erano di quelle immagini, ci siamo riusciti e sono molto soddisfatto del lavoro del videoclip.
Ti aspettavi che la canzone avrebbe potuto trionfare a “Deejay onstage”?
Ero molto contento e sicuro di quello che stavo facendo. Sapevo di avere una canzone forte. Devo dire che c’erano dei ragazzi molto bravi, tutti quanti con un pezzo forte e un bellissimo progetto. E’ stata dura ma mi stavo accorgendo pian piano che il brano poteva avere le carte in regola per poter vincere. Non me l’aspettavo ma ero abbastanza convinto di quello che stavo facendo.
Ho notato infatti che c’erano degli arrangiamenti abbastanza originali. Parti con una cosa “orientale” e poi passi a cose più moderne… C’è quel mix di suoni che non guasta e che in Italia è pure una formula “inedita”…
Assolutamente… Ci siamo divertiti e ci siamo fatti ispirare da quel sound diverso mantenendo comunque uno stile Pop. Però devo dirti che ci siamo divertiti molto a mettere alcune citazioni, alcuni suoni che non fanno parte del nostro utilizzo comune.
Al suo interno ci sono molte collaborazioni prestigiose… Ce ne vuoi parlare?
Sono tutti quanti musicisti che stimo moltissimo. Sono in primis miei amici. Durante il mio percorso artistico sono sempre stati vicino a me. Abbiamo fatto tante cose insieme e da lì li ho chiamati dicendo “sto facendo questo nuovo singolo, ho bisogno di voi” perché danno veramente una marcia in più al suono e tutta la loro professionalità. Sono veramente tre musicisti straordinari che sono Davide Gobello alla chitarra, Jacopo Carlini al piano e Matteo Carlini al basso.
Ci sarebbe anche Marco Canigiula…
Va beh, Marco è il mio produttore… Lui e Skywalker sono la base di tutto questo progetto. Tutto parte da loro. L’arrangiamento e il mixaggio sono stati da loro.
Quanto pesa il ruolo di un produttore prestigioso in un brano?
Beh tantissimo… Io e Marco sono ormai dieci anni che ci conosciamo e andiamo avanti per la stessa strada. Siamo cresciuti insieme all’interno della musica e quindi quando due si conoscono, quando c’è questo feeling sicuramente conta tanto. Non mi piace il produttore che è solo produttore, che non sente e non ascolta il cantante. Io e lui invece abbiamo un bel feeling musicale e artistico. Insieme ragioniamo su come fare le cose. Deve piacere a noi e poi forse può piacere agli altri.
Spesso infatti succede che il produttore non ascolta il cantante. Succede invece anche il contrario?
Nel nostro caso abbiamo sempre dei bellissimi confronti. Difficilmente mi è capitato di andare troppo per la mia via e i cantanti sono capricciosi. Devono essere un po’ prime donne. E’ sempre così l’artista è sempre un po’ prima donna. Io però stimo talmente tanto Marco che tutto quello che stiamo facendo lo stiamo facendo davvero al 50 e 50. Per quanto mi riguarda ascolto sempre quello che dice e lui ascolta quello che io dico. Quindi è davvero un confronto aperto.
Anche tu sei un po’ capriccioso? Come ti definiresti?
No, io sono curioso. A me piace molto ascoltare, confrontarmi. Mi piacciono le sfide, mi metto molto in gioco perché se hai avuto modo di ascoltare la mia discografia, le cose che ho fatto finora, ho sempre cambiato, ho sempre cercato di modificarmi e tanti consigli li ho presi anche da Marco. Ultimamente abbiamo trovato insieme questo sound, altrimenti sarei andato dritto per il mio modo di cantare, invece ho accettato i consigli e le sfide.

Intervista esclusiva al cantautore Cristiano Turrini – parte 2
Sogni un duetto con qualche artista?
Assolutamente sì… Questi poi sono gli anni dei featuring… Tantissimi artisti fanno collaborazioni. Sicuramente vantare una collaborazione è un modo di aiutarsi a vicenda. Stimo moltissimo Gaia e Mahmood. Sono artisti che ascolto spesso e che mi piacciono però il featuring può veramente nascere con chiunque all’interno della musica. Per dirti: anche con un rapper o un trapper… Non mi spaventa assolutamente fare una cosa del genere…
Magari potrebbe nascere anche una sorta di contaminazione… Un po’ come è stato per “Kuala Lumpur”…
Io cerco sempre di mantenere la mia identità e di mettere comunque il mio… Poi dopo può stare all’interno di qualsiasi pacchetto, ma io ci metto sempre del mio.
Per i testi invece hai una fonte di ispirazione in particolare?
No, i testi un po’ mi ispiro a quello che dico sulla mia pelle, un po’ su quello che sono le giornate, quindi dipende… E’ ovvio che ormai ho imparato a scrivere, so come si scrive. Mi sono informato, ho letto, ho ascoltato, ho visto film, perché la cosa fondamentale è avere sempre più cultura musicale possibile, altrimenti è molto complicato riuscire a raccontare un’emozione. Quindi in primis posso raccontare qualcosa che mi capita sulla mia pelle però se vengo messo anche alle strette, vengo messo di fronte a degli argomenti precisi mi diverto perché ho l’argomento, so di cosa devo parlare e mi diverto a spaziare su quel mondo lì. Diciamo che è un po’ qualcosa che capita a me e un po’ anche l’attualità. Scrivo un po’ di tutto insomma… Non ho un’ispirazione specifica…
Hai un metodo standard quindi o cerchi di variare anche quello?
Il metodo fondamentalmente non c’è. Sai determinate cose… Cioè io posso sapere che posso utilizzare alcune parole nel ritornello perché voglio che sia d’impatto che possa avere un approccio, andare di pari passo con la melodia che tu crei. Inevitabilmente i ritornelli hanno una scrittura ciclica, dici sempre le stesse cose, si ripete… Le tecniche sono quelle, poi dopo ogni canzone è diversa, non ripete lo stesso schema tutte le volte.
Progetti futuri?
Ultimamente sono in studio a scrivere nuovi pezzi. Sto sperando di arrangiare la nuova che (non vi voglio svelare troppo ma spero di far uscire presto). Tutto ciò per far cercare di uscire intorno a marzo / aprile un album e di inserire tutto all’interno di un cd. Poi in estate, chissà se ce lo fanno fare, si spera di poterlo cantare in giro e portare la mia musica da qualche parte.
Oggi però la tendenza è quella degli EP, dei singoli… Gli album vengono considerati sempre meno. Tu cosa ne pensi a riguardo? Inoltre c’è anche questo grande ritorno del vinile…
Quando dico un album io intendo racchiudere anni di carriera e andare anche avanti perché effettivamente la musica è cambiata. Un tempo si tenevano tutti quanti singoli e poi si tendeva a uscire all’interno di un album oppure a centellinarli tanto. Adesso invece si tende a produrre un singolo ogni due mesi perché più contenuti fai e più rimani sulla bocca della gente. Il mio album non è un album da zero ma comprenderebbe tutti gli altri miei lavori che ho fatto fino ad ora con le nuove uscite dei singoli.
Quindi una sorta di raccolta…
Esatto, proprio quello… Il mio desiderio è di racchiudere tutto in una raccolta, di fare una sorta di primo album nonostante nei primi anni ho fatto uscire tanti pezzi e avrei potuto fare anche un album all’anno. In realtà ho centellinato molto le mie uscite. Adesso è il periodo per fare uscire il materiale e rimanere sulla cresta dell’onda. L’idea è quella di racchiudere tutto all’interno di un album per poi presentarlo in giro perché quello che mi manca è il palco, il live…
Cosa ne pensi invece di internet? C’è chi dice che ha distrutto la discografia moderna mentre in realtà per molti può essere un metodo per farsi conoscere…
E’ un dare e avere, un 50 e 50… Certo Spotify ci ha messo in mano una biblioteca musicale infinita che equivale anche ad avere più potere per le etichette indipendenti e per gli emergenti che stanno assolutamente battendo 3-0 le major a tavolino… Però è anche vero che poi tutti sono diventati un po’ deejay, produttori e autori. Anche Spotify se vuoi è un po’ vincolato perché ci sono delle playlist grandissime che sono settoriali e vincolanti. Entrare in determinate playlist ti permetterebbe di avere immediato successo. A prescindere dalla gente comune che può ascoltare qualsiasi cosa (questo è il vantaggio). Tutti possono emergere da Spotify dai vari digital. E’ pur vero che anche lì (sembra di no) ma in realtà c’è un vero e proprio controllo perché come ti dicevo entrare in playlist del genere vuol dire avere un boost in più. Quindi è controllato anche quello da un certo punto di vista.
La foto nell’articolo “Intervista esclusiva al cantautore Cristiano Turrini” è stata gentilmente fornita dall’ufficio stampa dell’artista
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