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In morte di Eddie Van Halen: gli omaggi dei colleghi

         
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In morte di Eddie Van Halen: gli omaggi dei colleghi

La morte di Eddie Van Halen ha scosso il mondo della musica, non solo di quella più “pesante”. Tutti gli devono molto, che siano chitarristi Heavy Metal o Pop. Lui incarnava il guitar hero per eccellenza, il virtuosismo “originale”, fatto di  lunghi e rapidissimi assoli. Alcuni, come la rivista Guitar World, lo ritenevano il chitarrista per eccellenza, il migliore di tutti. C’è molto di vero in questa affermazione anche se le classifiche di questo tipo spesso non tengono conto di molti fattori e lasciano anche indietro giganti che meriterebbero quanto meno di essere sul podio. Noi preferiamo ricordarlo pertanto attraverso gli omaggi dei suoi colleghi.

In morte di Eddie Van Halen: gli omaggi dei colleghi

A-b

Al Di Meola

Si viene con grande tristezza a sentire della morte di Eddie Van Halen. Ho sempre considerato Eddie come qualcuno che ha completamente rivoluzionato un modo di suonare in uno stile completamente nuovo che ha ispirato una generazione di chitarristi. Con quello che ha offerto al mondo in termini musicali è diventato così una leggenda! Ho avuto la fortuna di incontrarlo in diverse occasioni. Un amico mi ha appena ricordato che Eddie è venuto a vedere il Guitar Trio di me, Paco de Lucia e John Mc Lauglin all’Hollywood Bowl nel 1981. Lui e io ci siamo incontrati nel backstage. Tanto tempo fa quasi dimenticavo! L’ho sempre ammirato da lontano e non sono mai riuscito a capire anche se ci provavo come ha fatto quello che ha fatto in modo così brillante! Riposa in pace Caro Eddie!

Alice in Chains

Grazie Eddie per tutto quello che hai fatto per noi. Sei una leggenda e ci mancherai.

Andy Taylor (ex Duran Duran & Power Station)

No no no no… Eddie amico, riposa bene, hai modellato una generazione di chitarristi e nessuno l’ha mai fatto meglio. Semplicemente devastato.

Berlin

Abbiamo perso uno dei grandi della musica oggi. Il compagno di gruppo David Diamond lo dice bene qui:

Ci sono persone che puoi amare come artisti, e ci sono persone che potresti non amare, ma devi rispettare. Eddie Van Halen è stato facile da amare e rispettare. L’ho incontrato una volta mentre era ancora un chitarrista nella sua band locale, i Van Halen. Era un ragazzo molto gentile e caldo. Si poteva semplicemente dire che era decente. Quando divenne leggenda, ero così felice per lui. È stato anche un grande promemoria agli altri artisti che non è mai sicuro presumere che tutto ciò che si può fare è stato fatto. Ha reinventato la chitarra, proprio quando nessuno pensava che si potesse fare.

In morte di Eddie Van Halen: gli omaggi dei colleghi – parte 2

Billy Joel

Scioccata nel sapere della morte del grande Eddie Van Halen.

Era un musicista perfetto e un virtuoso straordinario alla chitarra.

Lascia un’impronta gigante e un vuoto insostituibile.

Blacklie Lawless (Wasp)

RIP Eddie Van Halen (posta il video di “Panama”)

Bruce Kulick (Grand Funk Railroad)

Sono triste per la notizia che è morto uno dei miei veri eroi della chitarra, Eddie Van Halen. Anche se l’ho incontrato ad alcuni spettacoli VH durante i miei anni KISS, è stato durante questo evento al NAMM del 2009 che finalmente ho avuto una bella foto con lui. Il suo immenso talento, i suoi gustosi toni di chitarra solista, suonato con velocità, melodia ed emozione mi hanno influenzato immensamente come chitarrista solista. Ha ampliato il paesaggio della chitarra e l’ha portata ad un altro livello come una muscle car turbo carica che lascia tutti indietro. Una vera icona del mondo della chitarra rock. Cosa può portare più dolore? RIP EVH, morto ma che non sarà mai dimenticato.

D-F

Def Leppard

Molto triste sapere della scomparsa di Eddie Van Halen. #RIPEddieVanHalen

′′ Ho visto i Van Halen distruggere i Sabbath al municipio di Sheffield nel 1977… Eddie ne è stato gran parte, avendo sostanzialmente reinventato la chitarra proprio come Jimi Hendrix aveva fatto una generazione prima…. Ho avuto il piacere di esserlo sullo stessa scaletta dei Van Halen 7 anni fa, quando i Kings Of Chaos allo Stone Music Festival in Australia. Sono felice di dire che quella notte è stata bella come mai stata, ha sicuramente scosso le cose quando è arrivato sulla scena…. Riposa in pace Eddie ′′ – Joe Elliott

′′ Ricordo chiaramente il primo momento in cui ho sentito suonare Eddie. Un buon amico, anche lui un chitarrista, aveva appena comprato il primo album dei Van Halen ed è venuto a casa mia e mi ha detto che avevo urgente bisogno di sentirlo. Non si sbagliava; è stato un momento a ridefinire tutto quello che ritenevo fosse possibile suonare la chitarra. I pali erano appena stati spostati. Sono rimasto sveglio tutta quella notte cercando di imparare da Eddie. Molti, molti decenni dopo, e sto ancora imparando da Eddie.”- Vivian Campbell

In morte di Eddie Van Halen: gli omaggi dei colleghi – parte 3

Dennis Stratton (ex Iron Maiden)

Così. Così. Triste. Dio benedica Eddie Van Halen R. I. P.

Disturbed

Uno dei più grandi che abbia mai imbracicato lo strumento. RIP.

Dodi Battaglia (ex Pooh, ora solista)

Ci ha lasciati Eddie Van Halen, un grande della chitarra al quale ogni appassionato dello strumento deve qualcosa.

I get up and nothin’ gets me down… Jump!“.

Dom Brown

RIP Eddie Van Halen. Ancora sotto shock e davvero non me l’aspettavo. Oggi ho avuto un po’ di tempo per ascoltare il suo lavoro. che ho suonato due volte gli album Van Halen 1 e 1984 e anche Diver Down. Continuerò ad ascoltare questo musicista di incredibile talento. Anche un fantastico chitarrista ritmico.

Duran Duran

I membri dei Duran Duran sono tutti molto tristi nel sentire la notizia su Eddie Van Halen. Che musicista straordinario che era! I loro pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi amici.

Enrico Ruggeri

Un fuoriclasse, tra i più imitati.

Franco Mussida (ex Pfm)

Sono le 7:30. In cucina per la solita colazione per due, impegnata nella lettura, trovo mia moglie con il giornale aperto. Le arrivo alle spalle.

In alto a destra la foto di una inconfondibile chitarra elettrica. “Addio ad Edward Van Halen” titola l’articolo.

Sento una fitta dentro come mi accade sempre quando l’inaspettato bussa alla mia porta.

In mente cominciano ad affollarsi pensieri e ricordi. Il primo risale ai primi anni 80. Con la PFM mi esibivo al Piper di Roma in una serata assieme ai Van Halen.

Edward, prima della loro esibizione chiese in prestito il mio amplificatore, il suo era fermo in aeroporto.

“Certo… volentieri” gli dico, sfoderando il mio inglese migliore.

Poi gli mostro controlli e regolazioni di tono. “Don’t Worry everything will be fine…” risponde lui sorridendo e ringraziando.

Poi inserisce il cavo della sua chitarra dell’input

Poi inserisce il cavo della sua chitarra dell’input, e con un gesto della mano destra da sinistra a destra sfiora tutte le rotelle, i potenziometri, e li mette tutti a 10, ovvero al massimo. Bassi, acuti, medi, pre amplificatore, tutto al massimo. Per un momento parte un fischio acuto, un larsen che però lui spegne subito allontanandosi dall’ampli.

Rimasi ad ascoltare la sua funambolica performance. Ebbi l’impressione di avere a che fare con un campione di surf che gareggia tra le onde.

Perizia sì, ma soprattutto tanta, tanta goduria che sentivo trasparire in lui nel vivere quell’energia strabordante nel produrre sequenze di note tanto fitte da sembrare impossibili.

Si divertiva tanto, e per questo faceva divertire e coinvolgeva con verità. L’ha raffinata lui per primo quella tecnica chiamata Tapping, dalle dieci dita tutte operative sulla tastiera.

Sono sempre state solo cinque.

Django

C’è chi come Django Reinhardt ha innovato lo strumento in chiave Manouche utilizzandone solo tre, chi come Edward Van Halen che, forse per avvicinarsi alla dimensione violinistica, sulla tastiera di dita ne ha portate 10.

Strumenti particolari come lo Stick forse non sarebbero mai apparsi se non ci fosse stato lui. E’ la storia degli innovatori.

L’arte non è uno sport, ma a volte il paragone ci sta. Amo l’atletica: è il mio sport per eccellenza. Nel 1968 Dick Fosbury, vinse le olimpiadi di Città del Messico saltando in alto con uno stile nuovo da lui messo a punto, che poi prese il suo nome. L’asticella la superava guardando con gli occhi il cielo, non la terra.

Non sono mai stato un chitarrista metal. Forse troppo pigro per mettermi nelle mani quella sua funambolica tecnica.

O forse perché l’espressività artistica prima che dalle mani parte da una visione, da un’immagine, non importa se fredda o calda, se di stampo intellettuale o emotivo. L’urgenza di chi vuole esprimere qualcosa, di chi ha qualcosa di nuovo e di utile da dire arriva da lì.

Mi piace pensare che come fece Fosbury, Van Halen, con il suo volteggiare nella Musica, pur guardando con gli occhi la tastiera attento ad orientare con precisione i suoi gesti, mirasse in cuor suo a volare tra i suoni guardando il cielo.

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Foto tratta dalla pagina facebook dei Van Halen

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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