La batteria nata dai rifiuti: ecco la scoperta

La ricerca di fonti più efficienti di energia rinnovabile ha portato a molte iterazioni della batteria. I ricercatori, però, hanno appena trovato una nuova versione veramente interessante: una pila costituita da ioni di potassio e rifiuti.

Come funziona la batteria nata dalla spazzatura

Gli scienziati hanno iniziato con acciaio inossidabile riciclato arrugginito e hanno usato una soluzione di ferrocianuro di potassio. Quest’ultimo viene utilizzato anche nella produzione di vino e nei fertilizzanti, ma in questo caso è usato per sciogliere gli ioni dalla ruggine. Quegli ioni, tra cui ferro e nichel, si combinano poi con altri ioni nella soluzione. Insieme, formano un sale le cui nanoparticelle si attaccano e possono immagazzinare e rilasciare ioni di potassio. Il movimento degli ioni di potassio consente la conducibilità, che è stata stimolata con l’aggiunta di un rivestimento di grafite ossidata.
Le batterie al litio sono state la versione migliore per l’immagazzinamento di energia rinnovabile, ma il litio è costoso ed esiste in quantità limitate. Le batterie agli ioni di sodio, invece, sono state suggerite come un’alternativa perché il sodio è abbondante ed economico. Queste due qualità si applicano anche agli ioni di potassio utilizzati in questo studio.
Anche se questa batteria è stata solo un test concettuale per i ricercatori, i risultati potrebbero avere successo. Ha elevata capacità, tensione di scarica e stabilità del ciclo. E l’utilizzo con i materiali riciclati aumenta il suo potenziale di successo.

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