la fiamma olimpica

La fiamma olimpica di Tokyo 2020

 

La fiamma olimpica di Tokyo 2020. Svelato l’elemento che darà il via ai Giochi olimpici che si terranno in Giappone il prossimo anno

Ricorda un ciliegio in fiore la fiamma olimpica che andrà in giro per il paese fino arrivare a Tokyo la prossima estate nel giorno dell’inaugurazione della manifestazione.

In realtà il viaggio della fiamma olimpica, prenderà proprio il prossimo anno in primavera, con la fioritura dei ciliegi il fiore più amato in Giappone.

La torcia, hanno spiegato gli organizzatori, spunterà da una raffigurazione di cinque petali, e il suo viaggio per il Giappone avrà “un forte impatto emblematico”.

Alcune caratteristiche della torcia di Tokyo 2020

La torcia sarà a sua volta ricoperta in oro rosa, sarà lunga 71 cm, peserà 1,2 kg e riutilizzerà i rifiuti di alluminio delle costruzioni temporanee innalzate nel 2011 per gli sfollati dello tsunami.

Innovazione, sostenibilità e design alla base del simbolo olimpico senza dimenticare i disastri che hanno colpito il paese del Sol Levante.

Tokyo 2020
Tokyo 2020

Sul sito del designer Tokujin Yoshioka si legge:

Quello che ho progettato non è semplicemente la forma della torcia olimpica TOKYO 2020, ma la forma della fiamma olimpica stessa.

Le cinque fiamme circondate dai petali diventano una fiamma olimpica per dare speranza a tutte le persone del mondo per vivere in pace.

La fiamma, una storia che va di pari passo con le Olimpiadi

Dalla XI Olimpiade (Berlino 1936), il comitato organizzatore realizza una torcia dal design originale che viene poi utilizzata per tutto lo svolgimento del viaggio della fiamma, fino all’accensione del braciere finale.

Viene solitamente realizzata dal comitato organizzatore dei giochi olimpici in corso con un design originale e differente dalle edizioni precedenti.

Essa deve inoltre rappresentare lo spirito dei Giochi e il design e il gusto del paese ospitante le Olimpiadi.

Ecco alcune tra le torce più famose:

  • Londra 1948: progettata dall’architetto Ralph Lavers. Il suo design classico con un lungo manico ricoperto da una ciotola cilindrica è riapparso in molti disegni di torce successive;
  • Olimpiadi di Melbourne 1956: il magnesio/alluminio nel carburante utilizzato per la torcia finale la rese certamente spettacolare la fiamma, la quale però riuscì a ferire il suo titolare;
  • Dai Giochi di Monaco del 1972, la maggior parte delle torce ha invece usato un gas liquefatto come propilene o una miscela di propano/butano.

Foto: Pinterest

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.