le penne lisce

Le penne lisce ai tempi del Coronavirus

         
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Le penne lisce ai tempi del Coronavirus. Le uniche rimaste negli scaffali nei giorni in cui la paura e il panico hanno preso il sopravvento sugli italiani

Le penne lisce dunque non piacciono agli italiani? Pare proprio di no, visto che anche ai tempi del Coronavirus non vengono acquistate.

La preferenza quindi è per quelle rigate e per altri formati; una specie di rifiuto che ha dato adito a tanti meme divertenti anche sui social.

Ma davvero quelle rigate sono meglio delle lisce? La storia di questo formato ha come antesignano la zita, tipica pasta usata per i pranzi domenicali a Napoli.

E, circa le origini di questo formato, leggenda vuole che siano state inventate in un pastificio di Genova nel 1865.

Pare che comunque la preferenza per la rigata dipenda dalla sua capacità di “prendere” il sugo, cosa che la liscia non ha proprio per il suo essere “scivolosa”.

In realtà una soluzione ci sarebbe: basta trovarne una tipologia più porose, dalla superficie più grezza, per non sentire la mancanza delle righe.

Un formato bistrattato ai tempi dei Codiv 19 ma c’è chi le riabilita

Tra gli chef che tifano per questo formato di pasta, c’è Gennaro Esposito titolare del ristorante Torre del Saricino a Vico Equense, due stelle Michelin e tre forchette Gambero Rosso, intervistato da Vanity Fair.

Lo chef stellato dunque spiega:

Quella tra il liscio e il rigato in realtà è una vecchia questione che apre una spaccatura tra nord e sud anche per quanto riguarda la pasta. Storicamente a nord ci sono i rigati e al sud i lisci.

Ma qual è il problema vero? È che la pasta rigata induce a pensare che ci sia una migliore capacità di far attaccare il sugo. In realtà non è così.

Quello che la rende più o meno capace di tenere il sugo è la crosta.

 

Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.