Lidia Macchi: una psicologa depone in Aula, interviene Stefano Binda

Nell’ultima puntata del noto programma Mediaset Quarto Grado, Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi sono tornati ad occuparsi del caso di omicidio di Lidia Macchi, barbaramente uccisa nel lontano 1987. Principale accusato della morte della ragazza è un suo amico di allora, Stefano Binda. Il programma di Rete 4 ha mandato in onda un video in cui, nell’Aula di tribunale, una psicologa parla della persona di Binda, ma ad un tratto succede qualcosa. In questo articolo vi faremo un breve sunto dell’episodio.

Lidia Macchi: le domande all’ex psicologa di Binda

Nel video in questione vediamo una psicologa alla quale vengono fatte alcune domande circa la persona di Stefano Binda, amico della povera Lidia Macchi e suo probabile assassino. Alla dottoressa, viene chiesto in primis se conosceva l’uomo dal punto di vista professionale, la risposta della donna è la seguente: “Conobbi Stefano Binda negli anni ’93-’94, per un periodo di circa un anno”.

Alla psicologa, dunque viene chiesta subito dopo la conferma di avere avuto il Binda come paziente, la dottoressa risponde: “In ambulatorio”. Le viene in seguito chiesto se intenda avvalersi del segreto professionale, ma la psicologa precisa: “Non ritengo che gli elementi  che io abbia colto siano tali da inficiare aspetti della persona, o…’. Sceglie dunque di deporre.

Lidia Macchi: l’intervento di Stefano Binda

A questo punto, Stefano Binda prende la parola e dichiara: “Se posso, volevo limitarmi a portare a conoscenza della corte e del teste che per quanto mi riguarda io non intendo svincolare, sciogliere, il teste né altri testi che siano stati in relazione terapeutica in generale medico sanitaria con me in passato, io non intendo scioglierli dal vincolo del segreto professionale che ritengo sussistente”.

Il pm Gemma Gualdi si dimostra alquanto risentita dell’intervento da parte dell’imputato e, rivolgendosi al presidente della Corte, afferma: “…Abbiamo potuto tutti ascoltare la voce di Stefano Binda, tuttavia non credo che le sue spontanee dichiarazioni possano interrompere la deposizione di un teste.”

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