Mal di testa malattia sociale

Mal di testa malattia sociale, c’è la legge

 

Mal di testa malattia sociale, c’è la legge. Un problema che colpisce molti italiani al punto da essere spesso invalidante nella vita quotidiana

Il mal di testa malattia sociale, è arrivata la legge che riconosce la cefalea primaria cronica come patologia che in Italia riguardano 8 milioni di persone, in prevalenza donne.

Un problema per troppo tempo passato sotto silenzio, senza un’adeguata attenzione che finalmente tutela le persone che ci convivono da tempo.

La legge dunque è stata approvata in via definitiva dal Senato, con 235 pareri favorevoli e 2 contrari; nel testo inoltre si riconosce la cefalea cronica come malattia sociale quando si presenta nelle seguenti forme:

  1. emicrania cronica e ad alta frequenza;
  2. Cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici;
  3. Cefalea a grappolo cronica;
  4. Emicrania parossistica cronica;
  5. Cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione;
  6. Emicrania continua.

La soddisfazione nelle parole del direttore del Centro Regionale del Lazio per le Cefalee dell’Università Sapienza presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma, Paolo Martelletti:

Culturalmente è un passaggio importante ora bisogna passare alla parte pratica: con tutele sanitarie dedicate e “cucite” sui pazienti.

Un lungo cammino durato oltre 10 anni, la cui importanza risiede nel fatto che è cambiata la percezione sociale di una malattia che è molto diffusa, ma è stata spesso non valutata per il suo reale impatto.

Ovviamente per poter riconosce la cefalea primaria cronica serve la diagnosi di uno specialista del settore, inserito in un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee.

Si deve attestare quindi l’effetto invalidante della malattia cioè che la cefalea influisce in maniera negativa e severa sulle attività quotidiane di chi ne soffre.

Paola Boldrini infine, capogruppo Dem in commissione Sanità e firmataria di uno dei Ddl, aggiunge:

Il passo successivo dovrà essere l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza; perché il Ssn sia in grado di garantire su tutto il territorio nazionale diagnosi precoci efficaci, cure e attività di prevenzione e di sensibilizzazione.

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.

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