Malaria a Brescia (Fonte: ansa.it)

Malaria, primo caso a Brescia dopo 30 anni

         
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Torna la malaria, dopo 30 anni. La vittima è una bambina di quattro anni, che ha perso la vita pochi giorni fa agli Ospedali Civili di Brescia. I genitori l’hanno trasportata a Brescia su consiglio dei medici di Trento, città dove la bambina risiedeva con la famiglia. Non si sa ancora dove la bimba di quattro anni abbia contratto la malattia.

L’ipotesi più plausibile sarebbe che la bambina sia stata puntata dalla zanzara Anopheles, che trasmette il  Plamodium Falciparum. Su questo si punta a verificare ora, dato che la bambina non era mai andata in nessun Paesi dove la malaria è ancora presente.

La malaria le era stata diagnosticata già a Trento

Sabato scorso la bimba era stata ricoverata a Trento, dove i medici hanno subito capito che aveva contratto la malaria. Decisivo poi il trasferimento a Brescia, dove è presente un ottimo reparto di Rianimazione pediatrica e un Istituto per le malattie tropicali. Purtroppo però, nei casi più gravi la morte del paziente infetto arriva dopo 24 ore. Così è stato per la piccola, che è morta nella notte tra domenica e lunedì.

«E’ un caso criptico, rarissimo. Criptico perché questa malattia viene trasmessa da un certo tipo di zanzara che in Italia non c’è ed è ignota allora la modalità di trasmissione». Queste le parole dell’esperto Giovanni Rezza, medico epidemiologo e responsabile del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. «A questo punto, occorre attendere l’indagine epidemiologica. Visto che in Italia la zanzara non esiste, la trasmissione allora può avvenire con contatto sangue nel sangue e quindi da qualcuno che ha già contratto il virus», ha poi continuato, non trovando una spiegazione al fatto. Sicuramente nelle prossime ore si saprà qualcosa di più. L’ospedale dove la piccola era ricoverata verrà fatta una disinfestazione. Come richiede il protocollo in questi casi.

Fonte: ansa.it

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24