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Marco Bellocchio, nelle sale con Il traditore

         
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Il Traditore è l’ultima opera di Marco Bellocchio, incentrato sulla  storia di Tommaso Buscetta. Una grossa fetta della storia della nostra penisola ha avuto come attori principali uomini semplici e poco colti, ignoranti al tal punto da farne un pregio. Senza remora e trascinati da dubbi ideali, hanno scritto con il sangue una macabra sceneggiatura, pregna di morti innocenti, corruzione e terrore.

Tommaso Buscetta, in arte il boss dei due mondi o Don Masino, entra con disonore nel cast della mafia. 

Forse l’ultimo a credere davvero nelle sacre scritture di cosa nostra. Grazie alla collaborazione con Giovanni Falcone, ha permesso di scoprire la ben strutturata società mafiosa siciliana.

Una vita, secondo la pellicola del regista piacentino Marco Bellocchio, fatto si da crudeltà e infamità stile il Padrino, ma anche, di una tormentata guerra con se stesso e caratterizzata dall’infinita corsa ad una assoluzione da parte della società.

Sempre in tensione e sul filo del rasoio, combatte contro la sua gente, rea di averlo tradito, o meglio di aver tradito il vero significato dell’ organizzazione criminale, più famosa della storia.

Ci viene proposta una nuova prospettiva dell’accaduto, mettendo in risalto la tragicomica realtà dello stato italiano, del secolo scorso.

Il Traditore, porta la verità dell’assurda giustizia all’italiana, pronta a stendere il tappeto rosso al boss palermitano, pur di averlo dalla sua parte

Quasi vuole lasciare una macchia sull’operato di quegli uomini che hanno dato la propria vita, per la verità.

Sgroppate in bicicletta su e giù per i piani dei palazzi di giustizia, poliziotti camerieri, sgombero delle celle per la prostituta di turno; una scorta che diventa la nuova famiglia del boss, milioni di lire per il sostentamento, case e case cambiate negli Stati Uniti a mo di ville.

Tommaso Buscetta, non può fare simpatia, non deve. 

Se l’intento è portare alla luce qualcosa di nuovo Bellocchio ci riesce in pieno. 

Per il resto, anche lui come altri, combatte con la difficile strada della biografia.

Non è facile riportare, anche se per ben 145 minuti, la vita di una persona scegliendo con cura solo i punti salienti. 

Il raccontare chi in qualche modo ha lasciato il segno nella storia della vita umana, per difetto o pregio, è il nuovo trend cinematografico; appare singolare il come questo sia presente anche nel cinema italiano.

Mentre ad Hollywood vengono portate alla luce della ribalta, le gesta di artisti come Freddy Mercury, Elton John o Stanlio & Ollio, in Italia si ha la masochista predisposizione nel recapitare al prossimo eventi indegni con spesso protagonisti indesiderati, marcando ancora di più il vecchio e banale stereotipo italiano, pizza mandolino e mafia.

Sontuosa, come sempre, la prova di Pierfrancesco Favino.

Come affidarsi a Maradona o Pelè, è l’incarnazione della buona riuscita di un progetto cinematografico, seppur con difetti. 

La sua prova oscura le incertezze registiche, dentro e oltre il personaggio, lui è Buscetta.

Il traditore, è un Film del regista Marco Bellocchio in cui il protagonista Buscetta è  interpretato dall’attore Favino

Il personaggio è in debito con Favino; infatti gli regala un’inattesa umanità, senza forzare e senza proporlo come eroe, mantenendo quel misto di paura, inconsapevolezza, aspra testardaggine e timida fierezza. 

Per chi nell’ultimo secolo avesse provato ad impersonificare un personaggio sul grande schermo, può senz’altro prendere spunto dall’attore romano.

Infine, la mafia del “Il Traditore” è una parte della storia italiana e come abitanti di essa, è nostro compito conoscerla per contrastarla. Ma se ci fosse stato davvero il bisogno di portare sullo schermo tale vicenda, rispondo, che se pur riprovevole, ne vale sempre la pena e lascio allo spettatore l’annosa risposta al quesito.

 

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24