Mare: bisogna attendere veramente un’ora prima di buttarsi in acqua?

Quante volte siamo andati a mare da bambini e quante volte i genitori ci hanno detto: “Mai fare il bagno dopo mangiato”. È un mito da sfatare o è una giusta precauzione?

Analizzando vari testi in materia non vi è nessun supporto scientifico a questa tesi, né esistono linee guida ufficiali che impongano un tempo definito tra pasto e digestione. Alcuni membri della Croce Rossa statunitense e canadese hanno esaminato la questione e non hanno trovato alcuna fonte recente a proposito di questo pericolo, ad eccezione di un manuale intitolato ” The Royal Life Saving Society Handbbok of Instruction” datato 1936!

Due motivi potrebbero potenzialmente spiegare questa credenza così diffusa

  • Il dirottamento dell’afflusso sanguigno verso l’intestino in digestione, a discapito del muscolo impegnato nel nuoto, con conseguente affaticamento e crampi. Durante la la digestione, infatti, lo stomaco deve essere  ben ossigenato, soprattutto dopo un pasto pesante. Il nostro apparato cardiovascolare è però perfettamente in grado di fare fronte alle due necessità contemporaneamente. È evidente che poi a fare la differenza è il tipo di attività fisica che ci disponiamo ad attuare.
  • Congestione, ovvero un blocco intestinale legato al cambiamento repentino di temperatura. In effetti, durante la digestione,  la temperatura del corpo aumenta un po’, ma non abbastanza per creare uno shock termico tra la temperatura corporea e la temperatura dell’acqua!

Quando siamo al mare e vogliamo fare un bagno quanto tempo bisogna realmente aspettare prima di tuffarci in acqua?

Sulla questione esistono solo punti di vista, espressi da vari medici, e non una fonte autorevole a cui affidarsi, il Ministero della Salute nell’ambito del progetto “Educazione acquatica” ribadisce la necessità di attendere almeno tre ore prima di buttarsi in acqua.

Ecco una serie di consigli per affrontare il momento del bagno in completa sicurezza:

  • Mai da soli in acqua: è opportuno, infatti, portare sempre qualcuno  con se’ in acqua affinché possa intervenire in caso ci sorprenda un crampo, uno spavento, uno svenimento o un trauma anche lieve.
  • Entrare in acqua gradualmente: quando la differenza tra la temperatura del corpo e quella dell’acqua è molto alta, lo shock termico può portare allo svenimento e a un potenziale annegamento. Per evitare questo rischio occorrerebbe entrare in acqua gradualmente, dando tempo al nostro corpo di abituarsi.
  • Solo pasti leggeri: per evitare problemi di digestione e di affaticamento, è meglio evitare pasti pesanti in spiaggia, in modo da poter entrare in acqua senza dover aspettare ore al sole.
  • Niente alcol: i dati dicono che l’ingestione di alcol aumenta il rischio di annegamento, proprio per l’effetto negativo che le bevande alcoliche hanno su riflessi e attenzione.
  • Se non ti senti al meglio, non entrare in acqua: uno stato psicofisico non ottimale può esporre la persona a inutili rischi, specie se le condizioni meteo non sono buone e il mare è mosso.
  • Dosa le forze: quando si entra in acqua è necessario essere consapevoli delle proprie capacità e mai spingersi oltre in sforzi eccessivi.

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