Modello 770/2026: scadenza il 2 novembre, chi deve inviarlo e cosa cambia
Il Modello 770/2026, relativo alle ritenute 2025, va trasmesso entro il 2 novembre: soggetti obbligati, CU, quadri e invio semplificato.
Il Modello 770/2026 è la dichiarazione con cui i sostituti d’imposta comunicano all’Agenzia delle Entrate i dati sulle ritenute operate nel 2025, i versamenti effettuati, le compensazioni e i crediti utilizzati. Il modello è stato approvato con il provvedimento n. 72221 del 27 febbraio 2026 e riguarda quindi l’anno d’imposta 2025.
La scadenza ordinaria indicata dalla normativa è il 31 ottobre. Nel 2026, però, quel giorno cade di sabato: l’invio telematico potrà quindi essere effettuato entro lunedì 2 novembre 2026. È una data da segnare con attenzione, soprattutto per chi chiude le verifiche tra paghe, Certificazioni Uniche e modelli F24 nelle ultime settimane.
Chi deve presentare il Modello 770/2026
L’adempimento riguarda i sostituti d’imposta che nel 2025 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta. Rientrano, a seconda della situazione concreta, società, enti, professionisti, imprese individuali, associazioni, condomìni e Amministrazioni dello Stato.
Il Modello 770 serve, tra l’altro, a riepilogare le ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, lavoro autonomo, provvigioni, redditi di capitale, dividendi e altri proventi. Può riguardare anche le ritenute applicate nelle locazioni brevi, le somme liquidate per pignoramenti presso terzi e specifiche operazioni finanziarie.
Non è quindi un modello riservato alle sole aziende con dipendenti. Un professionista o un condominio che ha corrisposto compensi soggetti a ritenuta deve valutare l’obbligo con la stessa attenzione.
Certificazione Unica e Modello 770: non sono la stessa cosa
Uno degli equivoci più frequenti consiste nel considerare la Certificazione Unica come una sezione del Modello 770. In realtà sono due adempimenti distinti, anche se i dati devono essere coerenti.
La CU certifica i redditi e le ritenute di ciascun percipiente. Va consegnata all’interessato entro il 16 marzo 2026 e trasmessa all’Agenzia secondo i termini previsti per le diverse tipologie di reddito. Il 770, invece, è la dichiarazione annuale di sintesi del sostituto: mette in relazione ritenute, versamenti, compensazioni e crediti.
Prima dell’invio è quindi opportuno verificare che le elaborazioni paghe, le CU inviate, i versamenti F24 e i dati da indicare nel 770 coincidano. Le incongruenze non sono un dettaglio formale: possono generare richieste di chiarimento o rendere necessaria una correzione successiva.
Quadri del Modello 770/2026: le sezioni da controllare
Il modello si compone di un frontespizio e di diversi quadri. Non tutti sono obbligatori per ogni sostituto, ma alcune sezioni sono ricorrenti.
- Quadro ST: riporta ritenute operate, trattenute, imposte sostitutive e versamenti;
- Quadro SV: riguarda le addizionali comunali IRPEF;
- Quadro SX: raccoglie il riepilogo dei crediti e delle compensazioni effettuate tramite F24;
- Quadro SS: contiene dati riassuntivi;
- Quadri SF e SG: riguardano, in casi specifici, redditi di capitale e rendimenti assicurativi.
Tra le novità del Modello 770/2026 emerge il rigo SX50, dedicato al credito maturato dal sostituto che nel 2025 ha riconosciuto ai dipendenti la somma che non concorre alla formazione del reddito complessivo prevista dalla legge di Bilancio 2025. Il rigo consente di esporre il credito recuperato in compensazione.
770 semplificato: quando l’invio passa dal modello F24
Il cosiddetto 770 semplificato, spesso indicato come F24/770, non è una scorciatoia utilizzabile da qualunque datore di lavoro. Possono aderire i sostituti che rispettano i requisiti stabiliti dalla disciplina: in particolare, devono corrispondere esclusivamente redditi di lavoro dipendente, assimilati o autonomo e non devono aver avuto più di cinque dipendenti al 31 dicembre dell’anno precedente.
Con questa opzione, ritenute, trattenute e versamenti vengono comunicati mensilmente tramite il modello F24 e l’apposito prospetto. Se la scelta è applicata correttamente per tutto il periodo d’imposta, la comunicazione sostituisce la presentazione del Modello 770 annuale. La valutazione richiede però un controllo puntuale dei requisiti e della gestione mensile.
Invio tardivo e controlli prima della scadenza
Il Modello 770 deve essere presentato esclusivamente per via telematica, direttamente dal sostituto, tramite intermediario abilitato, società del gruppo o soggetti incaricati nel caso delle Amministrazioni. Fa fede la comunicazione di avvenuta ricezione ed elaborazione rilasciata dall’Agenzia.
Se l’invio avviene entro 90 giorni dalla scadenza, la dichiarazione è tardiva ma resta valida. Superato questo termine è considerata omessa. Sanzioni e possibili riduzioni con ravvedimento operoso dipendono dalla violazione e dalla regolarità delle ritenute e dei versamenti: prima di correggere un invio o presentare un’integrativa è opportuno valutare il caso con un intermediario abilitato.
La fase decisiva non è l’ultimo click di trasmissione, ma la riconciliazione dei dati. Controllare per tempo paghe, CU, F24, crediti in compensazione e quadri del modello riduce il rischio di errori e rende più ordinato un adempimento che, per molti sostituti, chiude il ciclo fiscale delle ritenute 2025.
Fonti: Agenzia delle Entrate – Modello 770/2026 · Agenzia delle Entrate – Che cos’è il 770/2026 · Agenzia delle Entrate – Certificazione Unica 2026
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