Nadia Toffa

Nadia Toffa – Questa è la mia sfida

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Milioni di fan, addolorati per la tragica scomparsa di Nadia Toffa, le danno l’ultimo saluto. La conduttrice è stata assente sui social ultimamente. Ciò non è passato inosservato, ingenerando il sospetto e il timore che le cose non procedessero per il verso giusto. Su Instagram, infatti, l’ultimo post risale al 1 luglio e la ritrae in compagnia del suo cane Totò, visibilmente provata dall’afa e dalle cure mediche. Ciononostante, in quella che sarà la sua ultima missiva di congedo, con la solarità che la contraddistingue da sempre, saluta tutti i suoi follower.

Nadia Toffa

Nadia ha affrontato con grande coraggio la malattia che l’ha colpita.

Subito dopo il primo intervento torna a Le Iene ed informa i telespettatori sulle sue condizioni di salute. E’ radiosa e più carica che mai. Il 6 febbraio festeggia la fine delle cure chemioterapiche e di radioterapia.

A marzo viene operata di nuovo a causa di una recidiva.

Nell’intervista a Verissimo del 13 Ottobre 2018 Silvia Toffanin, nell’introdurla, la rende manifesta al pubblico per la sua principale caratteristica: il coraggio di dire sempre quello che pensa. Crea ammirazione la singolare positività della Toffa nell’ affrontare il male del secolo come un sfida che il Signore le ha dato. Confida solidamente nella fede e da buona cristiana crede e diffonde il messaggio di una divinità che non è avversa, ma creatrice di stimoli e sfide per mettere il fedele alla prova, per renderlo migliore (<< Penso che ci sia un ordine più saggio che governa il mondo e di cui spesso ignoriamo il senso, la prospettiva>>).

In questa guerra non conta vincere. L’importante è mettercela tutta. L’uscita del suo libro Fiorire di inverno è stata accompagnata dalla divulgazione sui social della parola “dono”. Ebbene sì, per Nadia Toffa il cancro è un dono che consente al malato di concentrarsi sul “qui e ora” e di approcciarsi alla vita in modo nuovo, trasformando la “sfiga” in “sfida”. Il messaggio inviato calca il senso del motto latino del “carpe diem” , come inno alla vita presente e come astensione verso la proiezione futura, verso un domani troppo incerto. Un ritorno alla lezione del latino Orazio <<Mentre si parla, il tempo è già in fuga, come se ci odiasse. Così cogli la giornata, non credere al domani>>. E’ stato un vero peccato registrare la critica degli utenti, frettolosi nel farsi un’idea senza aver letto, nella maggior parte dei casi, il libro. Nadia ha risposto con il suo solito sorriso, stavolta amaro, dichiarandosi poco turbata dagli attacchi grazie alle sue spalle larghe.

<< Certo che preferisco il sole, ma quando ci sei in mezzo scopri che anche la neve ha la sua bellezza>>

Il Libro

La scrittrice introduce il libro con la metafora della vita: ognuno si ingegna a disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che si trova in mano. Poi all’improvviso “ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta”. Quegli eventi sopravvenuti, di forza maggiore, in un primo momento considerati inaffrontabili, portano invece ad una rinascita e, dunque, ad un nuovo equilibrio. Il titolo del libro fa riferimento al Calicanto, Chimonanthus praecox, che fiorisce in inverno malgrado le basse temperature. Soprattutto fiorisce quando tutti gli altri fiori muoiono, capitolando dinanzi alle condizioni ostili.

Nadia rappresenta un modello esemplare per aver mostrato tutta la sua forza nella mera manifestazione delle sue fragilità. La malattia le scaraventa a terra la corazza che si è costruita per essere una donna di successo, per raggiungere risultati importanti, distrugge l’identità della Nadia “invincibile, che si schiera, difende, combatte e che non soffre, non ha paura”. Di contro quella stessa malattia le restituisce “pezzi di infanzia, le carezze, l’abbandono, l’affidamento”.

Al Corriere della Sera rilascia la seguente dichiarazione: <<Rivendico il diritto di parlare apertamente della nostra malattia, che non è esibizionismo né un credersi invincibili, anzi: è un diritto a sentirsi umani. Anche fragili, ma forti nel reagire>>. Elena Santarelli invita coloro che l’hanno denigrata per le sue dichiarazioni, a chiedere perdono; poi dedica un pensiero alla mamma e al papà della Toffa.

Jovanotti la commemora ricordando: << ci si impiegava un attimo a volerti bene>>

Il più straziante dei saluti viene dalla redazione de Le Iene: << E forse qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, non perde mai>> e un laconico <<niente per noi sarà più come prima>>.
Un pianto accorato unisce tutti quanti amano leggerla e commemorarla.

Un saluto dolce la sfiora nel ricordo degli ultimi momenti passati con i suoi cari:

<< Mamma, cosa c’è dietro le stelle?>>. Non ha saputo rispondermi, mi ha abbracciato forte.

 
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Autore dell'articolo: Ilaria Martone

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