studio trombosi

Nuovo studio trombosi cerca di approfondire i meccanismi per prevenirli

         
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Realizzato un nuovo studio scientifico sulla Trombosi pubblicato sulla rivista Nature Communication.

Lo studio, realizzato in collaborazione tra il laboratorio di Quantitative Proteomics del Prof. Ruedi Aebersold (ETH, Zurigo, Svizzera) e il laboratorio di Chimica delle Proteine e di Ematologia Molecolare del Prof. Vincenzo De Filippis (Università di Padova), è il primo passo per creare nuovi inibitori di proteasi con applicazioni farmacologiche.

Nuovo studio trombosi per prevenire anomalie nei pazienti Covid-19

Questo ci porterà a capire anche alcuni fenomeni trombotici “rari” che si verificano in chi ha assunto il vaccino astrazeneca, ma in generale  anche i fenomeni trombotici degli stessi pazienti affetti da SARS-COV-2. Hanno scoperto i ricercatori infatti che un  mix tra cardio aspirina (Acido acetilsalicilico) e le proteine del sangue viene riconosciuto dal sistema immunitario come “estraneo”, il sistema immunitario può rispondere anche in maniera fatale per il paziente.

Questa nuova scoperta mette in luce la possibilità di far bastare una singola analisi del sangue o un prelievo di saliva. In tal modo, per avere il profilo delle proteasi, è possibile sapere se tutte lavorano correttamente o meno

Per prevenire i meccanismi della trombosi, a seguito del danneggiamento di una vena o arteria, e impedire la perdita di sangue dal flusso circolatorio, si attivano i meccanismi biochimici che determinano la coagulazione fisiologica. Successivamente si viene a formare un coagulo di sangue composto di fibrina e piastrine che va a “fare da tappo” al vaso danneggiato. Infine, la riparazione finale del danno vascolare.

Nuovo protocollo sperimentale riuscirà a capire attraverso un unico test, il profilo delle proteasi scoprendo se tutte lavorano correttamente o se vi sono attività anomale

Per motivi ancora da studiare ed approfondire, si può generare il precedente processo anche in assenza di lesione del vaso lo studio sopracitato va ad approfondirne le cause.

In questo caso abbiamo la formazione di un coagulo patologico (trombosi) che ha ostruito il vaso e che impedisce al tessuto “a valle” del coagulo di essere adeguatamente nutrito. Si profila così l’insorgenza di malattie trombotiche quali l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale.

Dunque, in entrambe le condizioni, la formazione del coagulo non è di così facile generazione: prevede infatti il coinvolgimento sequenziale di circa 20 proteine e proteasi, cioè di enzimi capaci di “tagliare” più e più volte altre proteine che sono dette substrati. Successivamente si genera il coagulo del sangue che da inizio ad una sequenza di eventi nota come “cascata coagulativa”. Lo studio si è focalizzato sulla caratterizzazione di una decina di proteasi della cascata della coagulazione.

 

Autore dell'articolo: Elena Sofia

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