Olsen, squalifica giusta o esagerata?
Olsen lunedì durante la gara pareggiata in maniera rocambolesca a Lecce, è stato protagonista di un episodio poco edificante. A circa dieci minuti dal fischio finale il portiere della nazionale svedese, dopo aver subito un gol su calcio di rigore calciato da Lapadula, ha preso la palla e l’ha calciata lontano. Gesto dettato probabilmente dalla delusione per il gol subito. L’attaccante leccese si è diretto verso Olsen ed ha cercato il contatto fisico, sfidando il gigante scandinavo. L’estremo difensore e il calciatore giallorosso sono passati ai fatti, con spintoni e un accenno di testata da parte di Lapadula. Dopo il parapiglia entrambi sono finiti a terra, mentre il direttore di gara estraeva per entrambi il cartellino rosso, mandandoli negli spogliatoi anzitempo.
Olsen, quattro giornate di squalifica
Il portiere del Cagliari apparso alquanto nervoso, mentre lasciava il campo ha continuato a sbraitare, rivolgendo qualche frase ingiuriosa al quarto ufficiale di gara. Probabilmente questo ennesimo gesto è quello decisivo, che lo ha condannato a quattro giornate di squalifica, comminate dal giudice sportivo. Per Gianluca Lapadula invece due giornate di squalifica. Questa differenza di trattamento probabilmente è dettata, proprio dall’atteggiamento reiterato di Olsen.
Le motivazioni della squalifica
Olsen è squalificato per quattro giornate effettive di gara per avere, al 38′ del secondo tempo, a gioco fermo, spinto e colpito con un spallata veemente al petto un calciatore avversario. Dopo aver subito un colpo alla bocca, colpito lo stesso con una forte manata tra collo e viso. Inoltre, mentre usciva dal terreno di gioco dopo la conseguenziale espulsione, indirizzato al Quarto Ufficiale un’espressione ingiuriosa. Gianluca Lapadula è stato fermato per due giornate per avere, al 38′ del secondo tempo, a gioco fermo, dopo aver subito una spinta ed una spallata da un calciatore della squadra avversaria, colpito quest’ultimo con la testa all’altezza della bocca.
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