Ottimismo sul vaccino contro il Coronavirus

Ottimismo sul vaccino contro il Coronavirus

         
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Il professor Robin Shattock avrebbe voluto un po’ più di tempo per sviluppare l’approccio rivoluzionario ai vaccini. Afferma che oltre a salvare le vite per una prossima eventuale ondata da Coronavirus, potrebbe porre le basi per lo sviluppo del vaccino entro i prossimi cinque anni. Il suo team all’Imperial College stava lavorando ai vaccini contro l’Ebola e Lassa utilizzando le nuove tecnologie, ma non era arrivato ai test sugli umani quando un nuovo coronavirus ha iniziato a uccidere migliaia di persone a Wuhan, in Cina. I dati sugli animali hanno detto che erano sulla strada giusta, ma ora il Covid-19 dimostrerà o confuterà se l’approccio, usando quello che chiamano RNA auto-amplificante, rappresenterà di fatto una svolta. C’è un cauto ottimismo sul vaccino.

Sono cautamente ottimista sul fatto che funzionerà come qualsiasi altra cosa sia in fase di sviluppo perché induce buone risposte immunitarie nei modelli animali. Prevediamo che sarà lo stesso negli esseri umani e sarà molto sicuro perché stiamo usando basse dosi. Quello che non sappiamo è quale livello di immunità è necessario per prevenire l’infezione. Se ne avessimo bisogno solo di una piccola parte, probabilmente la maggior parte dei vaccini là fuori funzionerà. Sarà fantastico per il mondo. Se abbiamo bisogno di un certo livello di risposta immunitaria particolarmente alto, allora potremmo vedere alcuni vaccini avere più successo di altri. Spero che il nostro sia uno di quelli di successo, ma non ci sono garanzie fino a quando non avremo i dati che dimostrano che funziona”.

Ottimismo sul vaccino contro il Covid-19: a che punto siamo?

Il vaccino dell’Imperial College si basa su frammenti di codice genetico, piuttosto che su frammenti del virus stesso. Il codice viene inserito in goccioline di grasso presenti nel muscolo del braccio. Ciò induce il sistema immunitario ad agire, producendo anticorpi per combatterlo. Shattock punta a un vaccino volto a tutti i miliardi di persone che abitano il pianeta. Lo distribuirà anche nei Paesi in cui il PIL risulta piuttosto basso. Anche il costo sarà piuttosto basso: si parla di 2-3 dollari per dose. Ricordiamo che i primi vaccini contro l’HIV costavano anche 300 dollari.

I vaccini in via di sviluppo negli Stati Uniti probabilmente rimarranno lì. Trump si assicurerà che ogni dose che può essere prodotta sarà usata per proteggere prima gli americani. “Sospetto che se funzioneranno, saranno così impegnati a soddisfare la domanda degli Stati Uniti che ci saranno sempre parti del mondo che non potranno accedervi“, ha detto Shattock. “L’idea che un singolo vaccino sarà lanciato in modo tempestivo in tutto il mondo, penso che sia molto ingenua come cosa”.

Fonte immagine copertina: Il Messaggero

Autore dell'articolo: Francesco Menna

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Mi chiamo Francesco, classe 96. Laureato in Ingegneria Meccanica e studente alla magistrale di Ingegneria Meccanica per l'Energia e l'Ambiente alla Federico II di Napoli. Passione sfrenata per tutto ciò che ha un motore e va veloce. Per info e collaborazioni inviare una mail a framenna96@gmail.com