Pandemia Covid-19: come un anno senza abbracci ha influito sulla nostra salute mentale

Pandemia Covid-19: come un anno senza abbracci ha influito sulla nostra salute mentale

         
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Ormai in Italia tra qualche settimana fa esattamente un anno che la pandemia da Covid-19 ha sconvolto le nostre vite. Niente più è stato come prima: più tempo trascorso a casa, molta meno attività sociale non virtuale, meno feste, meno visite agli amici. Nel mese di febbraio girava voce di un possibile contagio in Italia, anche se era al nord. Ad inizio marzo, invece, il primo lockdown, quello più stretto e difficile, forse da accettare. Vietato letteralmente uscire di casa, e tutte le attività non fondamentali chiuse. Ogni giorno, sotto casa passava un’auto con sul tettuccio un megafono che riportava queste parole: “Restate a casa. È vietato uscire“. Poi è arrivata l’estate, le misure sono state allentate pensando che il peggio fosse passato e poi siamo arrivati nuovamente in autunno con un’impennata dei positivi.

Nuovo lockdown, questa volta non ristretto come quello di marzo. Tuttavia molte attività sono state costrette a chiudere. Poi arrivano le feste di Natale e tutta l’Italia ritorna zona rossa per cercare di limitare gli assembramenti. Molti di noi, molto probabilmente convivono con qualcuno, che sia un genitore, un figlio, un compagno o compagna. Ma chi vive da solo, come avrà passato questi 12 mesi senza un abbraccio?

Pandemia Covid-19: come cambia la salute mentale senza abbracci

Nina Smith ha 40 anni e vive da sola nel sud di Londra. Ha sperimentato un recupero prolungato dopo una lesione spinale nel 2018, che ha richiesto lunghi periodi di riposo a letto. Gli amici e i parenti le facevano visita, ma i suoi livelli di dolore implicavano che di fatto nessuno la poteva “toccare”. Sentiva di avere una buona previsione su come prepararsi per il primo blocco. “Pensavo di sapere come sarebbe andata a finire“, spiega Zoom.

Ad esempio, sapevo quanto dovevo essere severa riguardo alla routine delle passeggiate; ti senti sempre leggermente meglio dopo aver visto posti diversi“. Ma dopo sei settimane, la sua determinazione iniziò a sgretolarsi. “L’isolamento che avevo già sperimentato mi ha reso più vulnerabile di quanto pensassi. Ho cercato di mantenermi in una routine ma ad un certo punto, non essere in grado di avere un abbraccio è stato davvero tortuoso. Non credo che il governo abbia considerato l’impatto del primo blocco sulle persone che vivono da sole“.

Da adulti, potremmo non comprendere l’importanza del tatto anche quando scompare. “Potremmo iniziare a renderci conto che manca qualcosa, ma non sapremo sempre che si tratta di tatto“, afferma il prof Francis McGlone, neuroscienziato della Liverpool John Moores University e leader nel campo del tocco affettivo. “Ma quando parliamo del problema della solitudine, spesso ignoriamo l’ovvio: ciò che le persone sole non ottengono è il contatto umano“.

L’importanza degli abbracci

Il tocco ha un enorme impatto sul nostro benessere psicologico e fisico, afferma il prof Robin Dunbar, psicologo evolutivo presso l’Università di Oxford. “Con i nostri amici intimi e la famiglia, ci tocchiamo più di quanto pensiamo“, dice. Da adulti, secondo la ricerca di Dunbar, abbiamo in media un nucleo di cinque amici che possiamo chiamare come spalla su cui piangere. Negli esseri umani, queste intense coalizioni fungono da cuscinetto.

Mentre la pandemia continua, molti di noi cercheranno di far fronte a uno stress profondo senza il comfort del tatto. Abbiamo tutti bisogni e confini diversi, ma la totale assenza di tatto, influisce in negativo sulla salute psicologica. In particolare gli abbracci aiutano a mitigare gli effetti dello stress e del dolore, fisici ed emotivi. La mancanza di essi provocano una maggiore ansia.

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Fonte immagine copertina: Pixabay

Autore dell'articolo: Francesco Menna

Mi chiamo Francesco, classe 96. Laureato in Ingegneria Meccanica e studente alla magistrale di Ingegneria Meccanica per l'Energia e l'Ambiente alla Federico II di Napoli. Passione sfrenata per tutto ciò che ha un motore e va veloce. Per info e collaborazioni inviare una mail a framenna96@gmail.com